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Inps, due milioni in fila per riscuotere il bonus Indagine sul sito in tilt

Il Garante apre un'istruttoria. Tridico sparge ottimismo: «Pagamenti entro il 15 aprile»

Inps, due milioni in fila per riscuotere il bonus Indagine sul sito in tilt

L'Inps prova a ripartire dopo il blackout del primo aprile: ieri alle ore 17 le domande per l'indennità di 600 euro prevista per i lavoratori autonomi e professionisti presentate all'Inps hanno raggiunto quasi 2 milioni. Un netto incremento rispetto alle poco più di 500mila della prima giornata. I beneficiari saranno circa 4.5 milioni di italiani. La ripresa, dopo il flop della prima giornata, è contingentata: dalle ore 8 alle 16 i servizi sono riservati a patronati e Intermediari abilitati. Dalle ore 16 alle ore 8 l'accesso è consentito ai cittadini, che potranno operare utilizzando le credenziali di accesso attualmente disponibili. Mentre sempre nella giornata di ieri è arrivato un altro passo per velocizzare le procedure: i consulenti del lavoro (come i commercialisti) sono stati abilitati ad effettuare le richieste di bonus.

Il secondo giorno nella corsa al bonus fa registrare un leggero miglioramento. Praticamente impossibile fare peggio. Ma la normalità resta un miraggio. Da varie parti d'Italia piovono ancora critiche: il sistema è ancora lentissimo. Il portale dell'Inps funziona a singhiozzo. «Non siamo ancora al funzionamento ideale che si deve avere, a volte serve anche un'ora per caricare una domanda. Pensi che noi finora abbiamo raccolto più di 100mila domande ma ne abbiamo caricato sul sito qualche migliaia», spiega all'Adnkronos il presidente del patronato Inas Cisl, Gigi Petteni. Il numero uno di Inps, Pasquale Tridico, prova a difendere l'operato dell'ente: «Rispetto a ieri oggi è andata decisamente meglio e abbiamo recuperato le nostre performance ordinarie. Mi spiacciono le polemiche di ieri ma c'è stato afflusso enorme da parte degli utenti aggravato da un attacco informatico violento. Abbiamo messo in piedi un meccanismo nuovo e siamo gestendo risorse per 10 miliardi con una procedura che abbiamo costruito in 10 giorni. Una procedura che non abbiamo potuto ottimizzare perché servivano tempi brevi per dare risposte al Paese - commenta a Skytg24, - il bonus da 600 euro sarà in pagamento entro il 15 aprile ed è allo studio del governo un possibile aumento. Non c'è nessun tetto alle risorse e semmai ce ne sarà il governo si è impegnato a rimpinguare il fondo. Per questo non ho mai parlato di un ordine cronologico di accettazione; non ci deve essere nessuna preoccupazione circa un possibile esaurimento delle risorse».

Parole che non spengono la polemica. Dal fronte del governo, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia chiede la testa dei responsabili del disastro Inps: «Il sistema dell'Inps è collassato: in queste ore si stanno verificando le cause. A me spiace per le persone interessate e mi metto nei loro panni: chiederemo conto a chi ha causato questo disservizio», commenta. C'è anche Matteo Renzi che spinge per la defenestrazione del vertice dell'Inps: «Non si metta a rischio Paese per Tridico». Trovando una sponda nel leader della Lega Matteo Salvini: «Se il sito dell'Inps va in tilt e diffonde dati sensibili, qualcuno dovrebbe dimettersi».

Altri guai per Tridico arrivano dal Garante per la Privacy che ha avviato un'istruttoria sulla violazione dei dati personali legata alla falla che si è aperta nel sito. Il Garante ha predisposto verifiche per valutare l'adeguatezza delle contromisure adottate dall'ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le libertà degli interessati.

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