"Jet sicuri, ma in volo ravvicinato il rischio cresce"

David Cenciotti, ex ufficiale: "Fatti per arrivare a basse quote e fino a tre metri l'uno dall'altro"

«Il Tornado è un aereo sperimentato, assai collaudato e genericamente sicuro, ma il rischio è una componente sempre presente nel volo militare sia in fase operativa che in addestramento. E la collisione tra due aerei che volano in formazione a distanza di solo tre o quattro metri è ovviamente una possibilità. Anche perché in questi casi si vola praticamente a vista». David Cenciotti, ex-ufficiale d'aviazione e autore del blog The Aviationist , uno dei più cliccati dagli appassionati di aeronautica militare di tutto il mondo, commenta così in questa intervista a il Giornale l'incidente di ieri tra due Tornado italiani. «Il volo a bassa quota - spiega Cenciotti - rientra nella natura di questo aereo studiato e progettato per infiltrazioni in territorio nemico ad altitudini tra i 200 e i mille metri. Non sappiamo ovviamente se questa fosse la manovra a cui si stavano addestrando i due equipaggi coinvolti, anche se nel volo a bassa quota gli aerei raramente volano vicini o appaiati. Molto spesso manovrano a distanza anche di un miglio l'uno dall'altro per non esporsi al fuoco nemico e poter intervenire a difesa del compagno in caso di intervento di un intercettore nemico».

Quindi quando entra in gioco il rischio collisione?

«In fase di ricongiungimento quando i velivoli acquistano quota per ricomporre la formazione. In questi casi si possono trovare situazioni meteorologiche impreviste con i velivoli circondati da formazioni nuvolose che rendono assai difficile la visibilità reciproca».

Ma quanto vicino possono volare due Tornado?

«Anche tre o quattro metri. Il Tornado ha una strumentazione assai sofisticata tra cui un radar che consente di seguire automaticamente la conformazione del terreno restando sempre alla stessa quota. Alcune manovre in formazione vanno però effettuate a vista. Il gregario segue il pilota leader, ovvero quello di maggior esperienza che decide la rotta. Gli strumenti servono per avere la consapevolezza dell'ambiente circostante, ma gli occhi del pilota restano strumenti indispensabili».

In un incidente così quante sono le possibilità di uscirne vivi?

«Se non ci sono esplosioni o incendi devastanti, se i velivoli non sono rovesciati e a quota troppo bassa per consentire al giroscopio di raddrizzare il sedile e soprattutto se c'è il tempo di attivarli i seggiolini eiettabili garantiscono una sicurezza notevole. Al momento dell'eiezione partono messaggi su frequenza di emergenza per facilitare l'individuazione da parte delle squadre di soccorso. Se il lancio riesce c'è la possibilità di uscirne ammaccati, ma vivi. Sempre che non si finisca su linee dell'alta tensione o altri ostacoli imprevisti».

C'è qualche precedente di collisione fra Tornado?

Un paio di anni due Tornado GR4 inglesi si scontrarono in violo a bassa quota. In quel caso purtroppo tutti e quattro i piloti persero la vita».

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