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Kim gioca ancora con i missili. E ne lancia uno sul Giappone

Nuova provocazione di Pyongyang, scatta l'allarme aereo a Tokyo. Biden condanna: attacco sconsiderato

Kim gioca ancora con i missili. E ne lancia uno sul Giappone

Nuova escalation da parte di Kim Jong-un che lancia l'ennesimo missile, ma per la prima volta in oltre cinque anni sorvola il Giappone. La mossa del leader nordcoreano ha fatto scattare l'allarme aereo a Tokyo, mentre agli abitanti di due regioni settentrionali del Paese è stato chiesto di evacuare nei rifugi. E dagli Usa è arrivata una condanna immediata del lancio «pericoloso e sconsiderato». Il presidente Biden ha parlato con il premier Fumio Kishida ribadendogli la forte condanna del test, che ha definito «un pericolo per il popolo giapponese, destabilizzante per la regione e una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».

I due leader hanno ribadito che «continueranno a cooperare per una risposta immediata e a lungo termine a livello bilaterale e con la comunità internazionale». Per il primo ministro giapponese si è trattato «di un atto di violenza che segue a ripetuti e recenti lanci di missili balistici», e il presidente sudcoreano Yoon Seok-youl ha invocato una «risposta ferma e l'adozione di misure appropriate in collaborazione con gli Stati Uniti e la comunità internazionale». Anche il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha parlato separatamente con i suoi omologhi di Tokyo e Seul per elaborare una «risposta internazionale adeguata e solida» e riaffermare «l'impegno ferreo» degli Usa nella difesa degli alleati, come ha affermato la portavoce Adrienne Watson. Giro di telefonate pure per i ministri degli Esteri dei tre paesi, l'americano Antony Blinken, il giapponese Yoshimasa Hayashi e il sudcoreano Park Jin, da cui è emersa una ulteriore e ferma condanna.

Il Comando di stato maggiore congiunto di Seul ha poi annunciato che Corea del Sud e Usa hanno risposto alla provocazione con un'esercitazione specifica dedicata ai «bombardamenti di precisione».

Un jet F-15K sudcoreano ha sganciato due bombe Jadam su un poligono di tiro posizionato sull'isola disabitata di Jikdo, nel mar Giallo, operazione avvenuta a seguito di manovre congiunte con aerei da guerra statunitensi in programmi di attacco che hanno mobilitato quattro F-15K e quattro F-16. «Attraverso il volo combinato e le esercitazioni di attacco di precisione, Seul e Washington hanno dimostrato la volontà di rispondere con severità a qualsiasi minaccia del Nord», ha aggiunto il Comando. Il missile balistico a raggio intermedio (Irbm) - ha precisato - è stato lanciato da Mupyong-ri, nella provincia settentrionale di Jagang, e ha sorvolato il Giappone per circa 4.500 chilometri prima di schiantarsi nell'Oceano Pacifico. Il missile sarebbe stato un Hwasong-12, che la Corea del Nord ha testato sette volte in passato e l'ultima a fine gennaio 2022. In totale si è trattato del quinto lancio missilistico di Pyongyang in poco più di una settimana, ma il primo sullo spazio aereo del Giappone dal 2017, che quindi fa presagire l'arrivo di ulteriori test di armi, incluso il temuto settimo test nucleare. Il think thank di Washington Center for Strategic and International Studies (Csis) ha diffuso un rapporto sulle immagini satellitari ad alta risoluzione raccolte tra il 19 e il 29 settembre scorso sul sito di Punggye-ri, che ha finora ospitato le detonazioni atomiche. Mentre tutti i preparativi sembrano completati al tunnel numero tre, gli analisti hanno rilevato a sorpresa nuovi lavori in corso al tunnel numero quattro, tra segnali di sgombero davanti all'ingresso e la costruzione della strada di accesso, pur se l'attività potrebbe far parte di un piano di depistaggio.

Intanto, il lancio di ieri è stato condannato anche dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che ha parlato di «atto sconsiderato», e ha esortato la Corea del Nord a «riprendere il dialogo per la completa denuclearizzazione della penisola». Medesima presa di posizione dal presidente del Consiglio dell'Ue Charles Michel, che ha parlato di «aggressione ingiustificabile», e dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, secondo cui Pyongyang «deve abbandonare i programmi di missili nucleari e balistici e impegnarsi nella diplomazia».

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