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Politica

La Lega presenta la “battaglia del futuro” contro immigrazione incontrollata e islam politico

La prima firma al documento è di Ceccardi, Cisint e Sardone: “Non possiamo confondere l’accoglienza con l’assenza di regole”

Sharia

La Lega, nelle persone di Susanna Ceccardi, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone, europarlamentari per il Carroccio, continua a portare avanti la sua battaglia contro l’islam politico e contro sharia e oggi al Parlamento europeo a Strasburgo è stata presentata la mozione per il congresso della Lega con loro come prime firmatarie per ribadire una linea chiara: “Immigrazione controllata, cittadinanza meritata e nessuno spazio per la sharia in Italia”.

Sul fronte della gestione dei flussi migratori, la visione proposta supera il modello dell’accoglienza indiscriminata per affermare il principio della selettività e del rigoroso controllo delle frontiere. L’immigrazione deve essere governata in funzione delle reali capacità di assorbimento delle comunità locali e delle concrete esigenze del mercato del lavoro. Contestualmente, la politica di sicurezza prevede il rafforzamento dell’agenzia Frontex, la creazione di hub di gestione nei Paesi del nord Africa, l’incremento dei Cpr e l’esecuzione sistematica delle espulsioni per chi delinque o risiede illegalmente sul territorio nazionale.

Nel documento viene riservata particolare attenzione al tema della cittadinanza, concepita non come un diritto automatizzato o concessione assistenziale, bensì come il meritato traguardo di un effettivo percorso di assimilazione culturale e rispetto delle leggi. L’ottenimento dello status di cittadino deve rimanere subordinato alla verifica dell’assenza di reati, alla padronanza della lingua italiana e al superamento di un test di integrazione sulle regole fondamentali del vivere civile. Mentre, sul welfare, l’indirizzo politico mira a ristabilire un criterio di equità che dia assoluta priorità alle famiglie italiane e a chi ha realmente contribuito alla crescita economica e sociale della Nazione. Le prestazioni assistenziali, gli alloggi pubblici e i contributi statali non devono diventare strumenti di sostegno per realtà estranee o non integrate.

Un capitolo centrale della mozione riguarda la fermezza nel contrasto all’Islam politico e alle spinte di radicalizzazione. La penetrazione di modelli normativi ispirati alla Sharia viene individuata come una minaccia diretta ai valori cardine della civiltà occidentale liberale, quali la laicità dello Stato, il primato dei diritti individuali e la pari dignità della donna. Per contrastare tutto questo, viene proposta l’istituzione di un Registro nazionale dei luoghi e dei ministri di culto, l’imposizione della lingua italiana per le prediche, il censimento e la chiusura delle moschee abusive, unitamente alla piena tracciabilità dei finanziamenti. A supportare e rivendicare queste misure, le onorevoli europee nel documento rivendicano la riaffermazione e la difesa delle radici cristiane e delle tradizioni storico-culturali d’Italia, anche attraverso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico e la difesa delle festività tradizionali, respingendo ogni tentativo di omologazione o cancellazione dell’identità nazionale all’interno delle istituzioni e delle scuole pubbliche.

“Da anni portiamo avanti questa battaglia e oggi, con la nostra mozione, ribadiamo una linea chiara: immigrazione controllata, cittadinanza meritata e nessuno spazio per la sharia in Italia. Non possiamo confondere l’accoglienza con l’assenza di regole. Chi vuole diventare cittadino italiano deve rispettare le nostre leggi e i nostri valori. Con questa mozione diciamo basta non solo ai tentativi di prevaricazione violenta contro la cultura identitaria dell’Occidente, ma anche a chi, per raccogliere facili consensi, continua a fare inchini all’Islam politico. La Lega è e deve restare un argine all’avanzata degli islamisti, oggi più che mai saldati con la sinistra più radicale, con cui condividono l’odio per la nostra democrazia e l’intenzione di assaltare le nostre città”, hanno dichiarato Ceccardi, Cisint e Sardone.

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