L'accusatore dei 5s vuole l'asilo politico in Italia

Carvajal ai pm milanesi: vi darò le prove dei soldi ai grillini ma pretendo garanzie

L'accusatore dei 5s vuole l'asilo politico in Italia

Colpo di scena nel processo italiano che vede imputato il console del Venezuela a Milano Gian Carlo Di Martino e che vuole fare luce sui presunti finanziamenti illeciti erogati dalla dittatura chavista al Movimento 5 stelle. Ieri, infatti, El Confidencial, informato sito di notizie spagnolo, ha rivelato che il testimone eccellente del processo, l'ex capo dei servizi segreti chavisti Hugo Armando Carvajal che tutti conoscono con il soprannome «il Pollo», martedì scorso ha assicurato ai procuratori italiani di «poter dettagliare altre consegne di contanti dal Venezuela al Movimento 5 stelle» fondato da Grillo e Casaleggio, oltre a quella già nota del 2010, oggetto dell'indagine in corso. Ma Carvajal ha anche aggiunto che collaborerà con la giustizia italiana «solo se» il nostro Paese gli garantirà «la protezione» di cui ha un disperato bisogno per evitare l'estradizione negli Stati Uniti, oltre che «l'asilo politico». Il magistrati milanesi hanno voluto interrogare «Il Pollo» nell''mbito di un procedimento aperto da oltre un anno sulla presunta ricezione da parte dei grillini di tre milioni e mezzo di euro «in nero». L'inchiesta italiana è iniziata a seguito delle informazioni pubblicate dal quotidiano iberico ABC sull'esistenza di consegne di contanti ai grillini da parte del consolato venezuelano a Milano e si concentra su un ordine dato da Nicolás Maduro nel 2010, quando l'attuale presidente era ministro degli Esteri, per una valigia con dentro 3,5 milioni di euro da consegnare a Gianroberto Casaleggio, tramite il console Di Martino. Il cofondatore dei 5 Stelle era identificato nell'ordine di Maduro come il «promotore di un movimento di sinistra rivoluzionario e anti-capitalista nella Repubblica Italiana».

Il problema imprevisto è che i procuratori italiani Maurizio Romanelli e Cristiana Roveda che hanno interrogato Carvajal sono stati accolti da una duplice sorpresa. «Il Pollo» si è offerto sì di passare agli inquirenti milanesi i dati che interessano per accertare se la valigetta dei 3,5 milioni di euro sia stata data o meno a Casaleggio, cosa che il console Di Martino nega, ma a due condizioni. In primis ha chiesto che l'Italia gli conceda l'asilo politico e, in seconda battuta, vuole una protezione speciale prima di presentarsi di fronte ai nostri pm per rilasciare nuove dichiarazioni, documenti alla mano.

L'interrogatorio non ha dunque chiarito tutti i dubbi dei pm milanesi al di là della futura promessa di consegna della documentazione da parte di Carvajal che, sinora, non ha fornito dati scritti, fatture né altre annotazioni a Romanelli e Roveda. L'ex capo dell'intelligence venezuelana ha però detto ai pm che le consegne di contanti tramite la sede diplomatica venezuelana in Italia sarebbero state maggiori rispetto ai 3,5 milioni di euro di cui si è parlato sinora. «Ci sono stati - ha precisato Carvajal - altri pagamenti che i pm italiani non hanno ancora localizzato» rivelava ieri El Confidencial. La cooperazione del «Pollo» dipenderà dalla risposta delle autorità italiane alle sue richieste di asilo e protezione.

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