Qualcosa si muove. Nel momento in cui da Mosca si alzano venti di guerra sempre più forti, l'Europa cerca di alzare lo scudo lanciando una coalizione per sviluppare una difesa comune contro i missili balistici, ma non solo. La Coalizione dei Volenterosi riunita a Parigi batte un colpo: Italia, Francia, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito e ovviamente Ucraina, hanno firmato una dichiarazione congiunta per "sviluppare in tempi rapidi una capacità europea puramente difensiva" attraverso un'architettura "integrata di difesa missilistica" in grado di "scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche". Quella dei Volenterosi è una "coalizione di istigatori della guerra, si illudono di poterci sconfiggere", replica piccato il Cremlino mentre Putin torna a parlare di vittoria russa sotto tutti i punti di vista e minaccia ancora l'Ucraina di intensificare i raid contro il Paese.
L'Italia dunque, insieme ai partner europei, si muove dato che, come spiegato dalla relazione finale del vertice, si riconosce "la crescente minaccia rappresentata dai missili balistici e la sempre maggiore importanza delle capacità di difesa per la sicurezza del continente europeo". Un'alleanza "puramente difensiva" con cui si punta a "stabilire requisiti operativi comuni, gruppi di lavoro tecnici congiunti, chiari meccanismi di governance in linea con i nostri rispettivi ordinamenti costituzionali e obblighi internazionali". "Acceleriamo il nostro sostegno all'Ucraina. Rafforzare la sua difesa, accrescere la pressione sulla Russia. La nostra unità è la nostra forza, la nostra determinazione, la nostra credibilità", ha commentato il presidente francese Macron, padrone di casa. "Capacità antibalistiche forti e sufficienti sono essenziali per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. Sono importanti non meno degli attacchi a lungo e medio raggio contro l'economia di guerra russa o delle operazioni attive sul fronte. Più mezzi avrà l'Ucraina per abbattere i missili balistici russi, maggiori saranno le possibilità che Putin si sieda al tavolo dei negoziati", ha detto il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, ringraziando gli alleati per il sostegno e l'aiuto.
Di contro, da parte di Vladimir Putin, arrivano parole di minaccia e propaganda. "La Russia sta ottenendo vittorie sulla linea del fronte ucraino. Otteniamo vittorie ovunque: in patria, in Daghestan, in Inguscezia, ovunque, in Cecenia", ha detto lo Zar, aggiungendo che "la Russia, senza dubbio, otterrà la vittoria" e che la parte "russofobica dell'Occidente collettivo sta combattendo contro la Russia, ma Mosca continua ad andare avanti". Poi Putin minaccia ancora l'Ucraina "colpevole" di aver dato il via ad attacchi in profondità che hanno colto di sorpresa la Russia. "Gli attacchi sull'Ucraina continueranno in risposta ai raid delle forze di Kiev, e saranno molto più potenti - ha detto - Le nostre risposte saranno sempre occhio per occhio. Non importa dove loro cercano di colpire all'interno della Russia, la nostra rappresaglia sarà molto più potente. E il nemico la sentirà. La stanno già sentendo, e la sentono su scala sempre più vasta". Nonostante ciò, anche Putin è stato costretto ad ammettere che gli attacchi ucraini "ci creano, al momento, alcuni problemi con i prodotti petroliferi", ha detto, con la benzina razionata, lunghe code ai distributori, i prezzi schizzati alle stelle e un malumore crescente tra la popolazione. Tanto che lo Zar poi cerca di minimizzare. "Credo che gradualmente la situazione si normalizzerà".
Tra propaganda e minacce, da Parigi arrivano altre parole di Macron che risponde a tono: "La Francia e gli europei sono pronti a difendere la libertà e la legge anche a costo di spargimento di sangue, se necessario". Motivi in più per pensare che il dialogo sia sempre più lontano e complicato.
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