Lampedusa, altri 400 sbarchi. E l'hotspot rischia di esplodere

Boom di arrivi, via ai trasferimenti sulle navi quarantena. Ad Agrigento fuga di trenta stranieri

Lampedusa, altri 400 sbarchi. E l'hotspot rischia di esplodere

Nuova ondata di migranti a Lampedusa, circa 400 da mezzanotte di domenica, un migliaio negli ultimi due giorni, che fa scoppiare l'isola. Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, ha lanciato messaggi infuocati: «Oltre milleduecento (1.256) presenze all'hotspot di Lampedusa. Ancora ammassati, di nuovo. Posso serenamente dire che alle parole (del governo nda) non sono seguiti i fatti». E ancora: «Il fenomeno degli sbarchi in Sicilia è affidato al clima, non alla politica. Se c'è brutto tempo si rallenta, con il bel tempo si arriva a flusso continuo. Se non bastassero i barchini, le navi quarantena sono piene di persone portate dalle Ong».

La nuova ondata è iniziata domenica con 668 arrivi, ma dalla mezzanotte sono stati registrati fino a ieri sera 18 sbarchi per un totale di 367 migranti approdati a Lampedusa o in Sicilia. Gli arrivi complessivi dall'inizio dell'anno sono 22.982, quasi quattro volte tutto il 2019. Ed i tunisini, che non hanno alcun diritto all'asilo, sono la prima nazionalità con circa diecimila ingressi illegali. Nell'hotspot di Lampedusa concepito per duecento migranti è di nuovo emergenza. Ieri il Viminale ha iniziato ad alleggerire con il trasferimento di 500 persone sulla navi quarantena, ma non basta se continueranno questi ritmi di sbarchi prima dell'inverno, che blocca le partenze via mare.

Cinquanta migranti sono sbarcati pure sulla costa ionica reggina e un gruppo di algerini è arrivato in Sardegna. Un telefonino ha ripreso lo sbarco in pieno giorno di una trentina di migranti sulla spiaggia di Torre Salsa, in provincia di Agrigento. «Appena arrivati sono scesi e si sono tranquillamente diretti nell'entroterra per raggiungere la strada statale 115», ha denunciato l'associazione Mareamico. «Se non bastassero i barchini, le navi quarantena sono piene di persone portate dalle Ong. Vorrei che ragionassero di questo al vertice europeo del 23 settembre», affonda Musumeci. L'imbarcazione Alan Kurdi dell'organizzazione non governativa tedesca Sea Eye, ancora in acque maltesi, si è piazzata a 15 miglia a sud est di Lampedusa con il suo carico umano. Ben 103 migranti compresi 62 minori recuperati in varie operazioni. Ovviamente Malta ha chiuso i porti ed i talebani dell'accoglienza tedesca pretendono che sia l'Italia ad aprirli come è sempre avvenuto con questo governo. Domenica la Guardia costiera del centro di soccorso di Roma ha risposto per iscritto all'Ong spiegando che «tutti i salvataggi sono avvenuti al di fuori delle acque» di competenza di Roma. «L'autorità di soccorso italiana non ha coordinato alcun caso», che al contrario sono «stati tutti gestiti autonomamente da Alan Kurdi». Per questo motivo l'assegnazione del porto sicuro spetta «allo stato di bandiera della nave». La Guardia costiera ha fornito al capitano il numero del centro di soccorso tedesco di Brema, ma finirà che caleremo le braghe e sbarcheranno in Italia.