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"L'asse Ranucci-pm è un pericolo per la democrazia. No alle sue minacce"

Il senatore di Fi Maurizio Gasparri: "Macché giornalismo, grave che la Rai si chiami fuori dal caso"

"L'asse Ranucci-pm è un pericolo per la democrazia. No alle sue minacce"
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"Io non vorrei fermarmi alle interrogazioni parlamentari - dice Maurizio Gasparri - vorrei fare anche una denuncia penale sui rapporti tra Report e il consulente Bellavia, perché l'elenco di dossier che ho letto sul Giornale fa paura. Ma a chi la presento la denuncia? Alla Procura di Roma, cioè a quel procuratore Lo Voi che voleva mettere sotto processo la Meloni e tre membri del governo per il caso Almasri?". E ancora: "Mi segnalano un post minaccioso di Ranucci nei miei confronti. Ma nessun post renderà vere le bugie di Report".

Va giù pesante, il senatore Gasparri, sul nuovo caso che scuote la politica e la giustizia: i dossier accumulati da Giangaetano Bellavia, consulente di molte procure in inchieste delicate, ma anche collaboratore di Report. "Ho letto - dice il senatore di Forza Italia - che tra il materiale accumulato da Bellavia c'erano documenti provenienti da diciannove magistrati che gli davano incarichi di consulenza per le loro inchieste. Bene, chiedo che il ministro della Giustizia disponga una ispezione su tutti i magistrati citati nell'elenco. Che materiale gli davano? Quale incarico davano a questo tizio che vediamo emettere sentenze in tv con la sua faccia rubiconda? Voglio sapere quanto lo pagavano Report e la Rai, e per fare cosa. Io ho il massimo rispetto per la libertà di stampa, ma il giornalismo è una cosa e il dossieraggio un'altra".

Dossieraggio è una parola importante, senatore.

"Io in questa vicenda vedo un dossieraggio non dissimile a quella del luogotenente Striano alla Dna, per la quale in Commissione antimafia stiamo tirando le conclusioni, e dove è chiaro che i file venivano usati per alimentare il lavoro di alcuni giornalisti. Qui abbiamo addirittura un triangolo, le procure danno il materiale a Bellavia e lui poi fa il consulente di Ranucci. La Rai si chiama fuori da questa vicenda? Cosa dicono i direttori di rete, i responsabili dell'approfondimento?".

Diranno che quello di Report è giornalismo d'inchiesta.

"No, quello di Report è una forma di depistaggio permanente. Ieri sera hanno ritirato fuori la storia della pista nera dietro le stragi di mafia: bene, lo hanno fatto all'indomani dell'audizione in Commissione del procuratore di Caltanissetta De Luca, un'audizione storica in cui ci ha detto che questa pista non esiste, ha parlato di zero tagliato. Ha detto che la pentita intervistata da Report è una che dice qualunque cosa pur di avere la qualifica di collaboratore di giustizia. Ma loro continuano".

Cosa c'entrano le stragi di mafia con i dossier di Bellavia?

"Sono come due treni che viaggiano paralleli, la stazione d'arrivo è la stessa: Report. Le falsità vengono riproposte a rullo, sempre le stesse, dieci volte di fila, per farle sembrare vere, ma restano falsità. Invece le notizie scomode spariscono, il procuratore De Luca ci ha raccontato che un'altra icona dell'antimafia come il procuratore Pignatone comprava casa da un capomandamento di Cosa Nostra pagandola in nero, e non ho visto un riga. Ha parlato di Scarpinato, e non ho visto una riga. Ora saltano fuori i rapporti delle Procure con Bellavia, e le vittime di queste campagne sono sempre le stesse. Io vedo una continuità, un asse che va da Bellavia a magistrati ed ex magistrati e di cui Ranucci è il perno. Non si parli di giornalismo d'inchiesta, come non lo erano gli scoop del Domani basati sui documenti passati da Striano. Qui siamo davanti a una cosa incredibile, a un asse che mette in pericolo la libertà e la democrazia in Italia. Che poi questo avvenga nel servizio pubblico televisivo finanziato dai cittadini rende tutto ancora più grave".

Sigfrido Ranucci ha rischiato di pagare con la vita le sue inchieste.

"Io ho espresso solidarietà a Ranucci per l'attentato che ha subito, abbiamo fatto audizioni celebrative giuste e dovute, ma poi? Oggi davanti all'elenco di magistrati e politici pubblicato dal Giornale abbiamo la prova di essere davanti a un contropotere che usa la tv pubblica per raccontare quello che gli

pare. Io assisto sconcertato al protrarsi di questa deviazione basata sul nulla. Se zero tagliato sono le teorie sulle stragi, come dice De Luca, allora per la proprietà transitiva anche Report e Ranucci sono zero tagliato".

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