Parlamento
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"Desidero ricordare un amico, un protagonista della storia politica italiana, che seppe, con il suo impegno, con la sua capacità sempre legata ai metodi della democrazia e della libertà, cambiare in qualche modo la realtà politica italiana, dando vita a un partito territoriale che, in maniera significativa, ha caratterizzato la vicenda politica italiana di quegli anni. Proprio nell'Aula di Palazzo Madama, come in quella della Camera, lo abbiamo visto a lungo venire con passione in difesa della sua visione dell'Italia, del suo Nord, ma sempre consapevole che fosse necessario un confronto, che fosse necessario portare la sua visione nell'ambito delle istituzioni democratiche. Dal 2000 in poi riuscì a dar vita ad un asse importante, a una coalizione che ancora oggi è presente e che seppe confrontarsi con gli altri senza mai venire meno al rispetto e alla considerazione del suo e dell'altrui ruolo. Parleremo di Umberto la prossima settimana o quando i Gruppi decideranno, ma oggi non potevo esimermi dal ricordarlo in maniera commossa, affettuosamente e in maniera ufficiale. Grazie Umberto", così il Presidente del Senato La Russa che ha poi invitato l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio, seguito dagli applausi. Senato (Alexander Jakhnagiev)
La sorella del premier: “FdI dalla parte della magistratura”. E rivendica: “Governo stabile e Italia più forte”
Il ministro ha sottolineato che sono in tanti quelli ai quali piace la riforma ma le danno un significato politico per abbattere il governo Meloni
Il vicepresidente della Camera tra la scuola di giornalista e la lezione del Cav: "Documentarsi e rispondere agli schiaffi con un sorriso"
Persino l'invito in Senato rivolto ai Trevallion diventa un pretesto per accusare il presidente
"La strada da percorrere è quella di favorire una maggiore partecipazione dei padri alla cura dei figli, attraverso degli strumenti sostenibili per favorire la natalità e migliorare le condizioni di lavoro delle madri", così la Ministra del Lavoro Calderone durante il Question Time in Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)
"Presidente, posi la clava, non è il caso, nella situazione in cui siamo, in una situazione drammatica, chi la guarda merita uno spettacolo diverso non merita la lotta nel fango in cui vuole portarci". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula della Camera e rivolgendosi alla premier Meloni. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Meloni ha detto bene, non è come noi: siamo diversi, a me non sarebbe mai venuto in mente di paragonare l’attacco di un drone americano per reazione all’attacco all’ambasciata Usa a Baghdad al silenzio complice di un genocidio per 20mila bambini palestinesi. Un presidente del Consiglio non può dichiarare ‘non condanno nè condivido, non ho elementi. E’ sconcertante sentirlo dire dal leader di un paese del G7. Quando si tratta di attaccare i magistrati Meloni diventa una provetta giurista, esperta di fascicoli, ma quando si tratta di discutere e affrontare la crisi più drammatica degli ultimi anni fa la bella addormentata nel bosco”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte, durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della premier Meloni. M5s (Alexander Jakhnagiev)
"Le manca il coraggio e la schiena dritta perché sopraffatta dall'essere subordinata a Trump". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in Aula della Camera rivolgendosi alla premier Meloni in dichiarazione di voto sulle risoluzioni sulle comunicazioni della presidente del Consiglio. M5s (Alexander Jakhnagiev)
"Quando gli Stati Uniti effettuarono il raid contro il generale Soleimani, questa fu la mia dichiarazione da leader dell’opposizione: ‘La complessa questione mediorientale non merita tifoserie da stadio ma necessita di grande attenzione. Non dissi: ‘Complimenti Giuseppe Conte’, come ha fatto il M5s in questi giorni parlando di rincaro dei prezzi e facendo credere che la crisi fosse colpa mia, non chiesi a Conte di condannare l’attacco e non lo definii un vigliacco o un servo, per fare un po’ di propaganda a buon mercato su una crisi che non dipendeva da Conte", lo ha detto la premier Meloni nella replica sulla crisi in Iran alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Quando, nel gennaio del 2020, e al Governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico, gli Stati Uniti uccisero il generale iraniano Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò, come chiedete di fare a me oggi. Lo dico solo perché sia chiaro quanta propaganda ci sia in quello che viene detto e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e quello che si pretende dall’opposizione”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Aula alla Camera, in sede di replica al termine della discussione sulle comunicazioni della stessa premier in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Quando, nel gennaio del 2020, e al Governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico, gli Stati Uniti uccisero il generale iraniano Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò, come chiedete di fare a me oggi. Lo dico solo perché sia chiaro quanta propaganda ci sia in quello che viene detto e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e quello che si pretende dall’opposizione”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Aula alla Camera, in sede di replica al termine della discussione sulle comunicazioni della stessa premier in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Nelle grandi democrazie occidentali nessun capo del Governo o Presidente della Repubblica ad oggi è andato a confrontarsi in Parlamento su questa crisi, non l'ha fatto neanche il "campione della democrazia" Pedro Sanchez, che giustamente prendiamo a punto di riferimento". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente, citando il presidente spagnolo. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"C'è chi nel Pd, come Quartapelle e Braga, ha vincolato» il sì al dialogo «al mio ritorno in Aula, a quando ci sarà l'ordine del giorno del Consiglio Ue: c'è da mesi, c'è già la bozza delle conclusioni, quello che vi ho portato in Aula è quello di cui si parlerà la prossima settimana. Non volete accogliere l'appello, avrete le vostre ragioni ma non vi trincerate dietro questioni che non stanno né in cielo né in terra, ditelo, lo rispetto. Comunque se cambiate idea la mia proposta resta valida". Lo dice la premier Giorgia Meloni nel corso della replica in Aula alla Camera in occasione delle comunicazioni sulla guerra in Iran e il Consiglio Ue. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Abbiamo deciso di non aderire al board of peace ma non vedo perchè non dobbiamo dare il nostro contributo a questa discussione perchè ho a cuore Gaza. E non capisco chi non capisce l'importanza di non autoescludersi". Lo afferma la premier Giorgia Meloni nel suo intervento di replica alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Sappiamo che la tentazione di esportare la democrazia con la forza è da molti anni argomento di dibattito. Io non ne sono mai stata una fervida sostenitrice. Da una parte c'è il rischio di dar vita a un atto di arroganza tipica di una visione, se vogliamo, eurocentrica del mondo, dall'altra il dubbio se sia giusto rimanere inermi di fronte al massacro di innocenti, è un dilemma particolarmente complesso. Ma c'è un dilemma ancora più complesso ed è capire come taluni sposino l'una e l'altra tesi in modo altalenante e con disinvoltura. E faccio riferimento al Pd. Viva gli americani che liberano l'Europa dal nazifascismo, ma no agli americani che liberano dalla dittatura altre parti del mondo. Viva i bombardamenti degli Stati Uniti di Clinton sulla Serbia e la partecipazione italiana con il Governo D'Alema senza passare in Parlamento, ma no agli interventi militari per fermare i massacri in Iran. Io non condivido questo strabismo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Io mi auguro sinceramente che la crisi in corso possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità. Qui non c'è un governo che si sottrae al confronto parlamentare", lo ha detto la premier Meloni durante la discussione sulla crisi iraniana in Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)