C'è del marcio alle Dogane. A un mesetto dall'audizione di Giuseppe Conte in commissione Covid del 4 agosto una manina ha dato al Fatto quotidiano una circolare interna avvelenata datata 8 luglio che - nelle intenzioni della fonte - avrebbe dovuto "salvare" il leader M5s sul pasticciodelle mascherine cinesi farlocche, sdoganate senza pagare l'Iva come fossero buone, ma anche il commissario all'Emergenza Domenico Arcuri, che per 800 milioni di mascherine dannose ha speso 1,251 miliardi.
Per il quotidiano di Marco Travaglio doveva essere la prova che lo sdoganamento di una merce non equivale alla sua autorizzazione al commercio, un jolly da giocarsi davanti ai commissari. Purtroppo per loro in serata le stesse Dogane si sono rimangiati la circolare (sospendendone l'efficacia) "impropriamente collegata a vicende relative alle forniture di dispositivi sanitari del periodo 2020-2022" perché invitava i funzionari a soprassedere di fronte a non conformità sostanziali e marcatura CE illegittima, all'attenzione di commissione Covid e magistratura, tanto da aver esposto l'Italia e l'esecutivo di Giorgia Meloni a una procedura d'infrazione per la mancata corretta applicazione del Regolamento 2019/1020. Perché è come dire "avete giocattoli, mascherine o gadget contraffatti? Venite da noi basta un'autocertificazione".
"Sono emersi profili di criticità in ordine all'aderenza del testo alla normativa unionale", si legge nella nota diffusa nel pomeriggio dal direttore centrale dalle Dogane Claudio Oliviero, lo stesso che ha firmato il documento incriminato. E dunque, se è vero che secondo Il Fatto questa circolare scovata chissà come "scagionava" l'ex premier e Arcuri per le mascherine sdoganate traendo in inganno il Cts, se è vero che non c'entra nulla con le deroghe Covid previste da tre decreti legge (il 18, il 27 e il 34 del 2020) e se è vero che questa circolare interpretativa è contraria alle stringenti regole antifrode, vuol dire che l'immissione sugli scaffali di queste mascherine - nonostante le deroghe - è avvenuta violando la legge. E dunque qualcuno ne dovrà dare conto. Non più alla magistratura italiana, che ha ritenuto di sorvolare su queste interpretazioni, ma dando la competenza alle Procure Ue Olaf e Eppo anche sul mancato gettito Iva che questo sdoganamento illegittimo ha generato, almeno 500 milioni di danno erariale.
A quanto risulta al Giornale, c'è già un esposto dell'avvocato Maria Raffaella Adilardi contro Palazzo Chigi - inviato anche a Commissione europea, ministero dell'Economia (che vigila sulle Dogane) e Corte dei conti - eppure Alfonso Colucci accusa l'esecutivo di aver "piegato le Dogane ai voleri strumentali e alla propaganda della parte politica al governo e del partito della premier", quando invece sta proteggendo l'Italia da una maximulta praticamente certa, tanto chr le Dogane potrebbero aver già aperto un Audit interno per capire la genesi di questo documento che avrebbe dovuto "normalizzare" uno sdoganamento di merci pericolose.
Per ricostruire la vicenda delle mascherine cinesi ci vorrebbe Report, che se n'era occupato con un servizio del gennaio 2021 "sparito" secondo Fdi dalla bacheca di Raiplay. All'interrogazione ha risposto Sigfrido Ranucci, dando la colpa a filmati cinesi che "scadevano" dopo cinque anni, senza ammettere che Report non si è più interessata dell'affare al centro della commissione Covid, forse perché metteva in imbarazzo il cerchio magico di Conte, sponsor di Ranucci in Rai.
Se ne parlerà oggi durante l'audizione del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami, che
racconterà anche come ha sconfitto al Tar l'allora ministro della Salute Roberto Speranza (che sarà audito presto) sui verbali del Cts fino ad allora secretati. A riprova dell'allergia di Pd e M5s alla verità sulla pandemia.
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