"Giuseppe Conte annuncia che verrà in commissione Covid per farsi sentire ma ovviamente non si è dimesso da nulla, anzi è ben imbullonato alla poltrona". Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Galeazzo Bignami, commenta così la telenovela sull'ex premier, "salvato" dal suo braccio destro Riccardo Fraccaro in audizione nella commissione Covid di cui lui non fa più parte ("Mi sono dimesso subito perché volevano sentirmi"). E sì che di domande ne avrebbe, "gli chiederemo conto di tutto, dal piano pandemico che il suo governo non aveva aggiornato al geniale protocollo Tachipirina e vigile attesa, dai Dpcm firmati di notte al pasticcio delle mascherine cinesi". "Vuole essere sentito subito e passare davanti a tutti, roba che al confronto il Marchese del Grillo era un altruista".
Se ne doveva discutere ieri in Ufficio di presidenza, la burrasca tra Fdi e M5s dopo l'audizione di Fraccaro probabilmente complica tutto. Perché i Cinque stelle stanno cercando di cambiare la narrazione, c'è Alfondo Colucci che cita Wikipedia sui presunti interessi del senatore Fdi Lucio Malan, anch'egli in commissione, e ne chiede le dimissioni affinché riferisca "sulle mascherine lavabili offerte allo Stato da Enzo Saladino e bocciate dal Cts". Secondo l'ex premier grillino, redivivo in commissione da cui avrebbe dovuto dimmettersi e attento a ogni parola pronunciata dal suo ex braccio destro Fraccaro, la stessa cosa dovrebbe fare il presidente Marco Lisei, colpevole di una "protervia istituzionale che dopo il voto vuole accreditare un modus procedendi per nulla garantista", con consulenti nominati dalla presidenza "procederebbero in modo illegittimo, calpestando i principi del codice penale e creando un pericoloso precedente di illegittimità costituzionale". Insomma, per colpa dell'ostruzionismo delle opposizioni contro magistrati e inquirenti, prima di Conte dovrebbero dimettersi in tanti. "Non ho mai ricevuto alcun richiamo - replica Lisei - se si contestano violazioni la porta della Procura è aperta".
Poi la stoccata tra avvocati: "Ci sono precedenti consolidati sull'attività delegata dall'Ufficio di presidenza". Quanto al richiamo al Codice di procedura penale, la bocciatura è da matita rossa: "Non si applica a questa commissione, che non fa processi a nessuno".