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L'eredità delle nonne

Le donne dell'Iran di fronte a una polizia morale che taglia loro le labbra se sorridono, sono le stesse che custodiscono la memoria storica di quelle antenate che si sono ribellate all'oppressione della famigerata sharia islamica

L'eredità delle nonne
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È troppo tardi. Se solo avessero studiato che il greco Erodoto tornò sbigottito dal suo viaggio in Persia dove aveva visto donne che non solo partecipavano alla vita politica, ma lavoravano insieme agli uomini nella gestione degli affari di Stato. Invece hanno preferito incaponirsi sui versetti del Corano dettati da Allah a Maometto e da lui liberamente interpretati con l'esito di sottovalutare che le discendenti avrebbero potuto non piegarsi docilmente alla terrificante morsa teocratica. Quell'ancestrale forza potente, istintuale e creatrice, la stessa che Clarissa Pinkola Estés descrive nelle sue "donne che corrono coi lupi" è divampata nelle donne iraniane che in questi giorni stanno eroicamente lottando contro il regime per rivendicare libertà che dovrebbero essere elementari per ogni essere umano. Le donne che oggi sono in piazza insieme a tanti uomini sono state un cerino apparentemente innocuo che ha preso fuoco e ha infiammato un intero popolo. Le donne dell'Iran di fronte a una polizia morale che taglia loro le labbra se sorridono, che non possono più cantare e ballare, né fare sport o viaggiare, che possono essere scelte a 9 anni come spose, sono le stesse che custodiscono la memoria storica di quelle antenate che si sono ribellate all'oppressione della famigerata sharia islamica. Nei primi anni del 900 il coraggio delle loro nonne o bisnonne aveva messo un punto di non ritorno sulla condizione femminile e umana. Un punto nodale, oltre il quale il passato non è più accessibile. Le attuali guide supreme/capi spirituali hanno sconsideratamente trascurato il patrimonio genetico di esseri umani che, fra istinto materno e spirito di autoconservazione, prima o poi si sarebbero rivoltati.

L'eccesso di autostima ipertrofica di chi ha proibito, minacciato, frustato, lapidato, ucciso si fronteggia oggi con le donne che corrono coi lupi. E con chiunque riconosca in sé il medesimo sapere ancestrale che impone, sublime, di lottare contro i tiranni. Per riprendersi la vita.

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