L'Europa ridisegna l'Iva. Consumi più a rischio

L'Unione europea cambia registro sull'Iva. L'Ecofin ieri ha aggiornato l'elenco di beni e servizi che possono, con decisione degli Stati, beneficiare di aliquote Iva ridotte

L'Europa ridisegna l'Iva. Consumi più a rischio

L'Unione europea cambia registro sull'Iva. L'Ecofin ieri ha aggiornato l'elenco di beni e servizi che possono, con decisione degli Stati, beneficiare di aliquote Iva ridotte. Bruxelles ha, tra l'altro, incluso nel novero dei beni e servizi «agevolati» l'accesso a Internet e la diretta streaming di eventi culturali e sportivi, le mascherine protettive, gli assorbenti intimi, gli ausili per i disabili, sistemi di riscaldamento ecologici e pannelli solari, biciclette elettriche, libri, giornali e periodici.

A prima vista, potrebbe sembrare una buona notizia visto che l'Iva è un'imposta soggetta al coordinamento Ue e che una quota finanzia il funzionamento dell'Unione stessa. Tanto più che l'Italia con il decreto fiscale ha già abbassato dal 22 al 10% l'aliquota sui presidi sanitari femminili. L'elemento preoccupante, tuttavia, è un altro: gli Stati membri hanno concordato la definizione di un'aliquota standard superiore al 15% e la possibilità di applicare aliquote ridotte, due fino a un minimo del 5% per 24 categorie e una inferiore al 5% (oppure l'esenzione) per sette categorie che includono generi alimentari, medicinali, prodotti farmaceutici. Ultimo ma non meno importante: entro il 2030 gli Stati non potranno più applicare aliquote ridotte ed esenzioni a beni e servizi ritenuti dannosi per l'ambiente e per gli obiettivi Ue pro clima. Sono previste alcune deroghe relative a settori specifici, ad esempio le esenzioni per i fertilizzanti e i pesticidi chimici scadranno entro il primo gennaio 2032, per dare ai piccoli agricoltori più tempo per riorganizzare la produzione.

Esaminato nel suo complesso, l'accordo sembra formalizzare le disposizioni contenute nella delega fiscale approvata dal governo a inizio ottobre. Il ddl prevede la razionalizzazione dell'imposta attraverso la riduzione del numero e dei livelli delle aliquote e la distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote. Attualmente in Italia le aliquote sono quattro: l'ordinaria al 22% e le tre agevolate al 10, 5 e 4 per cento. Anche la delega, inoltre, fa proprio lo spirito dello European Green Deal allo scopo di penalizzare beni e servizi più inquinanti.

E, sebbene l'obiettivo sia quello di una sostanziale invarianza di gettito, è chiaro che l'intesa raggiunta ieri a Bruxelles ne conferma l'impostazione che potrebbe portare a un aumento dell'imposta sui carburanti fossili in cambio di altre agevolazioni. In questo senso, potrebbe non essere peregrino pensare a un incremento dell'aliquota standard cui corrisponda un abbassamento (o un allargamento delle esenzioni) che potrebbe penalizzare ulteriormente i consumi.

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