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La lezione di voto agli elettori islamici. E i candidati Pd invocano Allah

Il video a Venezia con gli esponenti dem. La Lega: "Sono i loro nuovi sostenitori"

La lezione di voto agli elettori islamici. E i candidati Pd invocano Allah
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Scuola di voto islamico a Venezia, dove il Pd ha organizzato un'accademia elettorale per i cittadini provenienti dal Bangladesh. Come insegnanti, manco a dirlo, Rhitu, candidata al Consiglio Comunale, e Nisha, che invece si presenta in quella di Zelarino. Le due, immortalate anche sui social, istruiscono gli elettori musulmani sulle basi del diritto al voto. "Il 24 e il 25 maggio andrete a votare per le municipalità, che sono sei, e per il Consiglio comunale...Bisogna comunque sbarrare il Pd, perché il Pd è il nostro partito...e poi scriviamo il nome". E così il "voto è ok". Dopo aver apposto una X sul Pd "non dovete votare per un altro partito...", aggiungono. Le immagini che sono state pubblicate anche su Welcome to Favelas, hanno sollevato una certa ironia: "Potevate anche non specificare il partito...", ha scritto un utente. La formazione guidata da Elly Schlein, del resto, in laguna ha scelto l'all-in: sette candidati di fede musulmana schierati tra Comune e municipalità. Il calcolo elettorale è semplice. La popolazione di fede islamica, tra Mestre e Venezia, può contare su almeno 30mila persone. Di queste, circa 15mila sono originarie del Bangladesh, la nazione da cui provengono i sette candidati del Pd. Un bacino elettorale che i dem, come dimostra la proliferazione dei candidati musulmani presenti nelle liste in tutta Italia, ritiene importante. "Ecco i futuri elettori di sinistra", ha commentato l'europarlamentare Silvia Sardone via social. E ancora: "Il Partito democratico, con i numerosi candidati bengalesi a Venezia, punta decisamente sul voto islamico".

Ma l'accademia sul voto non è l'unica iniziativa del Pd veneziano a destare critiche e curiosità. La Lega di Matteo Salvini, con l'europarlamentare Anna Maria Cisint, ha segnalato un incontro elettorale, sempre targato Pd, riservato esclusivamente agli uomini, di cui alcuni "con la barba arancione, simbolo del radicalismo". Per la Cisint, quella dei dem è una "apartheid elettorale", condita da un tour in cui è stata notata anche la presenza di molte donne con il velo. Il programma dei sette candidati è noto: la realizzazione di una grande moschea a Mestre, per cui è spuntata anche una raccolta fondi promossa da una fondazione, la costruzione di un cimitero islamico, l'edificazione di un monumento per gli eroi nazionali del Bangladesh e quella di un campo da cricket nei parchi "abbandonati" della laguna. Il candidato sindaco del centrodestra, il civico Simone Venturini, è contrario all'intero pacchetto promosso dai candidati islamici. Favorevole, invece, la posizione dell'aspirante sindaco dem Andrea Martella, che in queste settimane ha ricevuto il favore della comunità islamica. "Questo è il Pd di Martella - argomenta la Cisint - un taxi elettorale che, per qualche voto in più, arruola radicalizzati fino a portarli nel cuore delle nostre istituzioni". L'altra faccia della medaglia, per la leghista, è "l'islam politico". Ieri Kamrul Syed, un altro dei sette, ha postato l'ultimo appello via social: "Che Allah ci protegga tutti e ci dia la capacità di prendere la decisione giusta", scrive. Oggi, nel capoluogo del Veneto, arriva il ministro della Difesa Guido Crosetto. Sarà l'esponente di Fratelli d'Italia a chiudere la campagna elettorale del centrodestra a sostegno di Venturini.

Ad accompagnarlo, anche tra i luoghi del centro città, sarà accompagnato dal senatore Raffaele Speranzon, coordinatore regionale Fdi. Poi il comizio al Parco della Bussola, dove il centrodestra ha scelto di chiudere la campagna elettorale.

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