I gruppi antifascisti radicali che compiono violenze e operano nell'illegalità potrebbero presto essere classificati come organizzazioni terroristiche anche in Europa come già avvenuto negli Stati Uniti. Secondo l'agenzia Reuters, l'amministrazione Trump sta organizzando un vertice internazionale sul contrasto al movimento Antifa nell'ambito della lotta al terrorismo.
La conferenza dovrebbe svolgersi a giugno o luglio e riunirà funzionari di diverse nazioni "per discutere strategie di lotta contro Antifa e incoraggiare la condivisione di informazioni di intelligence" e l'Italia potrebbe essere invitata a partecipare. A organizzare e coordinare l'evento dovrebbe essere il sottosegretario di Stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale Thomas DiNanno.
Lo stesso DiNanno, in un discorso pronunciato a Budapest lo scorso dicembre in occasione del dialogo tra le agenzie antiterrorismo di Stati Uniti e Ungheria, aveva fatto un appello ai paesi europei di "unirsi pubblicamente nella lotta contro questa piaga che mira a minacciare i valori fondamentali delle nostre società" aggiungendo "attendo con interesse la possibilità di discutere oggi su come possiamo, insieme, sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema in tutta Europa".
Un appello che ora potrebbe avere una ricaduta concreta anche perché il contrasto ai gruppi Antifa radicali non è una novità per Donald Trump che li ha descritti come una grave minaccia per gli Stati Uniti. La stretta è cresciuta in particolare dopo l'uccisione di Charlie Kirk lo scorso settembre e a novembre l'amministrazione Trump ha designato quattro entità in Germania, Italia e Grecia come organizzazioni terroristiche straniere ai sensi della legge statunitense. Tra queste c'è anche la Hammerbande, la banda del martello amica di Ilaria Salis attiva anche a Budapest, i cui esponenti sono sotto processo in Germania. Ora l'obiettivo americano è creare una coalizione globale per contrastare gli Antifa e la conferenza prevista questa estate potrebbe essere il primo momento. Secondo Tommy Pigott, vice portavoce principale del Dipartimento di Stato: "Gli anarchici, i marxisti e gli estremisti violenti di Antifa hanno condotto una campagna di terrore negli Stati Uniti e in tutto il mondo occidentale per decenni, compiendo attentati dinamitardi, pestaggi, sparatorie e rivolte al servizio della loro agenda estremista".
Intanto dagli Stati Uniti cominciano ad arrivare le prime condanne degli appartenenti ai gruppi Antifa. Pochi giorni fa una giuria federale di Fort Worth ha condannato nove persone che, secondo l'accusa, erano membri Antifa per reati legati al terrorismo e al possesso illegale di armi per un attacco a un centro di detenzione in Texas avvenuto lo scorso anno.
Il radicamento dei gruppi Antifa è forte anche in Europa e in Italia e ciò che più preoccupa, come dimostrano gli scontri avvenuti a Torino nelle settimane passate dopo lo sgombero di Askatasuna, sono la saldatura con anarchici, pro Pal radicali, collettivi e i legami internazionali. L'iniziativa americana nasce proprio in quest'ottica di contrastare una rete violenta che agisce in modo coordinato e con un orizzonte transnazionale che richiede perciò un coordinamento tra le varie intelligence.
Nel mentre il mondo Antifa italiano prepara la propria controffensiva. A guidarla - non c'erano dubbi - ci sono persone vicine a Ilaria Salis a cominciare dal suo avvocato Eugenio Losco. Intervistato da Repubblica sostiene che il risultato del contrasto ai gruppi Antifa da parte degli Stati Uniti è quello di "trasformare un orientamento politico - l'antifascismo - in un possibile oggetto di sorveglianza e repressione".
In prima linea c'è anche l'ex assistente parlamentare pregiudicato della Salis, Mattia Tombolini, che con la sua casa editrice Momo (la stessa che pubblica libri in cui si
insegna il sesso ai bambini) pubblicherà il 25 aprile un libro curato da se stesso intitolato "Antifascismo illegale". Si tratta di una raccolta di scritti di studiosi, giornalisti, avvocati, attivisti tra cui Zerocalcare.