Ma poi, diffuso commento bipartisan, "che ce frega dello Stabilicum", infatti eccoli tutti all'Aquila a giocare a pallone. Le preferenze? Il premio di maggioranza? La valanga di emendamenti da esaminare? Pazienza, ci sarà tempo. E la Russia? Lo scudo antimissile? L'Iran? No, nessun commento oggi, niente da dire, e nemmeno il ristorante Cefalù è al centro del dibattito, perché adesso la domanda è: davvero viene pure il generale Vannacci? O anche: chi mettiamo in porta? Il solito Giorgetti? L'anno scorso tra i pali il ministro dell'Economia non è sembrato un gatto. La certezza consolidata è la maglia numero 10 di Matteo Renzi, uomo di centrocampo. L'ultima volta un suo passaggio filtrante ha mandato al gol Elly Schlein e riaperto il dialogo con il Pd. E ora, a chi darà la palla?
Alle 21,40, in diretta Raiuno, il sospirato fischio d'inizio della Partita del Cuore che vede di fronte la nazionale dei cantanti, capitano il vincitore di Sanremo Sal Da Vinci, contro quella dei politici, guidati da Roberto Mancini, che in realtà aspetta ben altra panchina. Sport, spettacolo, solidarietà. L'iniziativa, giunta all'edizione numero 35, è dedicata all'emergenza del terremoto in Venezuela, con una raccolta di fondi a sostegno di Croce Rossa, Unhcr e Unicef e di alcuni progetti sociali della fondazione Ausilia per L'Aquila, capitale italiana 2026 della cultura, che sconta ancora le ferite del sisma del 2009. Stadio Gran Sasso pieno, incasso record, tanti sms, caldo. Sal Da Vinci, prima di dare le ultime disposizioni ai suoi, intona l'Inno di Mameli con l'Istituzione sinfonica abruzzese e la Schola Cantorum di San Sisto, poi cantano Spagna, Arisa e Francesca Michelin. Conducono Eleonora Daniele e Marco Franzelli, con Al Bano e Claudia Gerini.
Da almeno tre giorni a Montecitorio non si parlava d'altro: tu ci vai, io non sono in forma, io invece mi sto allenando da un mese. E del resto, alla faccia degli appelli all'unità e alla ricerca dell'interesse nazionale lanciati periodicamente e inutilmente da Sergio Mattarella, questa è una delle pochissime circostanze in cui i politici italiani riescono a fare gioco di squadra. Ignazio La Russa, Matteo Renzi, Giorgio Mulè, Francesco Boccia, Luca Ciriani, Alessandro Cattaneo, Luigi D'Eramo, Giancarlo Giorgetti, destra, sinistra, centro, ecco le convocazioni, con l'annessa partecipazione femminile: Licia Ronzulli, Laura Ravetto, Anna Ascani. "Avranno mai visto un pallone?", si chiedono in Transatlantico. "Noi intanto ci mettiamo la faccia, e le gambe, perché è una causa ottima", rispondono.
Il ct Mancini, visto il materiale, prova a mettere in campo la formazione migliore. A supporto dei parlamentari, alcuni personaggi del mondo del giornalismo, da Salvo Sottile a Hoara Borselli, da Massimo Giletti a Luca Sommi, da Claudio Cerasa a Pietro Senaldi e Alessio Viola. Nell'altra metà di campo Eddie Brock, Paolo Vallesi, il Tre, Pierdavide Carone e il bomber Moreno. Palle lunghe e rincorse affannose, cross sbilenchi, qualche raro dribbling riuscito. È la Partita del Cuore, quindi per definizione dovrebbe essere molto amichevole. Eppure ogni tanto se le danno. Contrasti duri, scivolate, contatti di spalla. Nessuno ci sta a perdere.
La grinta di Cattaneo, le geometrie di Ciriani, i generosi tentativi delle
onorevoli. Sul campo dell'Aquila maggioranza e opposizione mostrano comunque una certa intesa. Capannelli, chiacchiere, tanti sorrisi e conciliaboli in panchina. Ma tranquilli, "non stiamo parlando delle preferenze", assicurano.
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