Di accordi, armistizi, cessate il fuoco, intese di sicurezza sono lastricate le strade di Israele e Libano: 1949, 1983, 1996, 2024, 2026... Quindi si può capire che gli scettici sull'accordo trilaterale attuale ripetano che servirà solo a creare un'ennesima guerra civile libanese mentre nel Golfo si riaccende lo scontro che potrebbe portare all'esplosione fra Iran e USA.
Ma c'è un punto di vista diverso, quello della grande storia dei rapporti fra Occidente e Oriente e del ruolo degli USA, che merita la nostra speranza. In un momento critico, in cui l'Iran sembrava brillare su tutti i fronti, ha subito invece una sconfitta strategica. La sua premessa all'accordo è stata scavalcata: faceva del Libano, Paese sovrano, una sua proprietà strategica, cercava di imporre il blocco di Israele e il diritto per gli Hezbollah di dominare il Paese dei Cedri, di restare armati sul confine di Israele preparando il loro 7 Ottobre. Ma questa pretesa egemonica sul Mediorente è stata cancellata dall'accordo, sponsorizzato dagli USA, degli unici due veri interessati, il Libano e Israele, confinanti, torturati dall'aggressività degli Hezbollah.
Alla tv libanese MTV Walid Abboud, il conduttore del talk politico Bi Mawdouiyeh, ha ripetuto agli Hezbollah: "Ve ne dovete andare, smettete di rovinarci la vita". È un sentimento comune: il Libano sogna ancora che Beirut torni la Parigi del Medioriente, non una succursale di Teheran. Ieri le manifestazione degli Hezbollah sono state affrontate con durezza dalla polizia di Stato. In Israele, si respira di nuovo il sogno della pace coi vicini, della fine dello strapotere Iraniano. Anche in tempi difficili esiste la strada per superare il cuneo fra la civiltà ebraico-cristiane e il mondo musulmano: il terrorismo. Sembrava che l'Iran avesse in mano le sorti del Medioriente quando ha ribadito nell'accordo con Trump che Israele doveva immediatamente lasciare il sud del Libano. Israele, nonostante le sferzate di Vance, ha ripetuto che non se ne sarebbe andato lasciando il confine e la sua gente in mano a Hezbollah, con i suoi missili e droni, gallerie. Adesso, il Libano, al contrario di tanta opinione pubblica, ha elaborato che Israele non ha piani di conquista, e anzi allearsi con lo Stato ebraico può diventare la strada della liberazione. Lo stesso vale per Gaza, che manifesta in piazza, e forse comincia a capire che la presenza di Israele può liberarla dal suo peggior nemico, la dittatura di Hamas.
Israele si impegna a sgomberare appena Hezbollah verrà disarmato. Israele e il Libano affermano "il diritto di ciascuno stato a vivere in pace" e "il desiderio condiviso di vivere in sicurezza come stati sovrani".
Due zone all'inizio saranno l'esperimento su cui il Libano esercita "la ricostruzione del monopolio dello stato sull'uso della forza" tramite il suo esercito.
Nel 2000 Israele lasciò il Libano, gli Hezbollah non avevano più ragione di esistere ma assassinarono con uno scoppio mostruoso Rafik Hariri, e poi causarono la guerra del 2026. Venerdi è stato commovente vedere l'ambasciatrice Nada Hamadh Mouwawad firmare l'accordo. Ma Israele e il Libano, testa a testa, meritano ora l'aiuto di tutto il mondo libero.