Lorenzo Guerini contro Zinga: l'operazione bocciata a casa sua

Lorenzo Guerini e Base riformista hanno premuto per allontanare Nicola Zingaretti ma nella città del ministro il Pd non appoggia la sua linea

Lorenzo Guerini contro Zinga: l'operazione bocciata a casa sua

La guerra fratricida all'interno del Pd non si placa. Base riformista ha lavorato con determinazione per scansare Nicola Zingaretti dal suo scranno di segretario di segretario del Partito democratico per sostituirlo con Stefano Bonaccini. Marco Antonellis su Tpi.it ha rivelato che la corrente degli ex renziani all'interno del Pd era scatenatissima e a guidare la rivolta è il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. È lui che ha spinto più di tutti per indire il congresso a marzo, in modo tale da sostituire Zingaretti il prima possibile. Ma tanta fretta, visto il periodo pandemico, non veniva vista di buon occhio nemmeno dagli "amici" storici del ministro. Ma Nicola Zingaretti nel frattempo si è dimesso e il piano di Base riformista sembra essere andato in porto, almeno in parte, in attesa della decisione dell'assemblea.

Prima delle dimissioni di Zingaretti, tra i suoi sostenitori si sussurra di uno strano progetto al quale avrebbe lavorato proprio Lorenzo Guerini dietro le quinte. Antonellis, infatti, avrebbe raccolto alcuni malumori nei corridoi del Nazareno, più che altro sospetti sussurrati dai supporter di Zinga: "Vogliono far rientrare Matteo Renzi e la Boschi nel Pd". Sarebbe questo, quindi, il vero piano di Base riformista? Il dubbio circolava da giorni tra i dem e la fretta del ministro della Difesa di convocare il congresso sembra avvalorare questa tesi, per alcuni utopica ma per altri suggestiva. Ma se fosse davvero questo il piano di Base riformista e se davvero Guerini stesse ragionando in questa direzione, non avrebbe però tutti i consensi che forse si aspetterebbe di raccogliere.

Nemo propheta in patria, si potrebbe dire citando i Vangeli e riferendoci a Lorenzo Guerini. Come ricorda Antonellis, in una partentesi della sua vita politica, il ministro della Difesa è stato anche sindaco di Lodi e qui pare abbia un'ampia base elettorale. Tuttavia, la sua ostinazione ad andare contro Nicola Zingaretti ha fatto alterare molti dei suoi concittadini, tra i quali Laura Tagliaferri, la coordinatrice lodigiana del Partito, che ha bocciato su tutta la linea il progetto di Lorenzo Guerini. "Non mi sembra proprio che con la pandemia sia questo il momento giusto per fare un congresso. E poi penso anche che sia giusta la linea di Zingaretti di allargare il campo ai 5 Stelle", ha detto Laura Tagliaferri.

Zingaretti ha rassegnato il Pd con polemica: "Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c'è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni".

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