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L'ospedale di Monopoli ora rischia un altro rinvio. Ecco la rete delle tangenti

L'inaugurazione prevista ad aprile potrebbe slittare I 7 indagati: dirigenti Asl, segretarie e imprenditori

L'ospedale di Monopoli ora rischia un altro rinvio. Ecco la rete delle tangenti
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Se le dichiarazioni sull'inaugurazione (imminente) dell'ospedale pugliese di Monopoli-Fasano fossero vere, in questo momento l'Asl di Bari dovrebbe solo affinare gli ultimi dettagli della cerimonia di avvio. Invece è alle prese con faccende di tutt'altra natura: indagini per mazzette. Che in teoria avrebbero dovuto "oliare" gli appalti per la costruzione dell'ospedale da 200 milioni di euro, ma che in realtà ne hanno ulteriormente ritardato l'apertura.

Sette gli indagati: tra questi Nicola Sansolini che l'Asl ha appena licenziato. L'ex dirigente, considerato il vero dominus dell'operazione, era già finito in carcere a novembre 2024, condannato per le tangenti sui lavori di manutenzione. Ora sembra coinvolto anche nella nuova inchiesta sugli appalti da 1,3 milioni di euro affidati tra il 2024 e il 2025. Indagati anche gli attuali dirigenti Angelo Maiano, Rocco Ianora e Giuseppe Volpe, l'imprenditore Vincenzo Braia della Hospital Scientific Consulting di Gravina, la sua segretaria Giuseppina Volpe e il direttore dei lavori dell'ospedale, Francesco Ruggiero della società di architettura Manens di Bari.

Il procuratore aggiunto Ciro Angelillis e i pm Claudio Pinto e Savina Toscani contestano a tutti l'ipotesi di corruzione e turbativa d'asta in relazione a due diversi appalti, quello da 413mila euro per le pareti attrezzate del nuovo ospedale vinto dalla Favero Health Projects di Montebelluna (Treviso), e quello per i carrelli ospedalieri da 889mila euro che la ditta veneta si è aggiudicata insieme alla Hsc di Gravina.

Il 28 luglio 2025 Sansolini, difeso dall'avvocato Antonio La Scala, ha sostenuto un lungo interrogatorio davanti al procuratore Roberto Rossi, in cui ha raccontato i suoi dubbi rispetto agli incrementi di costo registrati durante i lavori. La parte dell'interrogatorio che riguarda il nuovo ospedale è stata stralciata ed è confluita nel nuovo fascicolo in cui i pm Pinto e Toscani hanno già ascoltato numerose persone informate sui fatti. Tra questi c'è anche l'allora assessore pugliese al Bilancio, Fabiano Amati (lo stesso che nei giorni scorsi si è detto "scandalizzato" per "gli inconcepibili" ritardi sul nuovo ospedale) cui sono state chieste informazioni su quanto emerso durante le audizioni in commissione Salute.

La vicenda dei due appalti truccati sembra focalizzta soprattutto su Angelo Maiano, dirigente dell'Ingegneria clinica della Asl, e sui suoi rapporti con due imprenditori (uno romano e uno barese) indagati anche loro per turbativa d'asta e turbata libertà degli incanti.

Nelle perquisizioni la Finanza ha acquisito documenti, computer e cellulari degli indagati: l'obiettivo è cercare chat che possano corroborare il presunto accordo illecito.

L'accusa ritiene che uno degli imprenditori avrebbe fatto da tramite con i dirigenti Maiano e Volpe per concordare mazzette a fronte dell'aggiudicazione delle forniture, che sarebbe avvenuta prevedendo capitolati "su misura": su uno dei lotti la società di Treviso è risultata unica partecipante. Risultato: nella catena di favori, mazzette e giochetti vari, i pazienti sono l'ultimo anello a cui si pensa.

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