L'ultima follia di Di Maio: "Ci prepariamo a denunciare Berlusconi"

I ribelli grillini pronti a lasciare il M5S. Di Maio in difficoltà vuole denunciare Berlusconi. Ma è solo un inutile diversivo

L'ultima follia di Di Maio: "Ci prepariamo a denunciare Berlusconi"

I malpancisti grillini si preparano a lasciare il movimento. Sono molti i "ribelli" che, dopo che Matteo Dall'Osso è confluito in Forza Italia, studiano una fuoriuscita in netta polemica con i provvedimenti leghisti che Luigi Di Maio si è visto costretto ad approvare dal momento che "condivide" il governo con Matteo Salvini. Una faida tutta interna al Movimento 5 Stelle, insomma. Eppure per il capo politico la colpa sarebbe di Silvio Berlusconi. Ne è talmente convinto che adesso vuole correre a denunciarlo in procura. Ad oggi non si sa se si tratta di una delle sue tante boutade, ma di sicuro va ad allungare le sue innumerevoli e strampalate follie annunciate per attaccare i propri nemici.

Sulla manovra economica non ci saranno defezioni. "Non vogliamo dare alcun alibi", sottolinea all'agenzia Agi uno dei tanti dissidenti. Dopo la discussione sulla legge di bilancio, però, si farà il punto. Paola Nugnes, per esempio, ai colleghi ha confidato di avere l'intenzione di lasciare i pentastellati alla ripresa dei lavori parlamentari, iscrivendosi al gruppo misto. Non è l'unica ad essere data in uscita. "Il malcontento nel gruppo al Senato si sta diffondendo sempre di più. Stiamo parlando di più del 50%" del gruppo", questo il ragionamento di uno dei dissidenti. Una tesi respinta in toto da un big del Movimento. Che, a partire da Di Maio, riflettono i propri problemi su Berlusconi. Oggi, ospite ad Agorà su Rai3, il vice premier pentastellato ha infatti detto di aver raccolto "informazioni importantissime" sui tentativi del Cavaliere di reclutare parlamentari di Movimento 5 Stelle. Non solo. Ha anche detto che queste informazioni potrebbero finire, "molto presto", sul tavolo della procura della Repubblica. "Visto che Berlusconi ha lanciato questa patetica 'operazione scoiattolo' in cui sta provando a comprare i nostri parlamentari, io ho detto loro: fingetevi interessati e registrate", ha raccontato Di Maio. "Vediamo se nei prossimi giorni avremo altro materiale per la procura - ha aggiunto - a breve avrete tutte le notizie del caso, quello che vi posso dire è che abbiamo raccolto informazioni importantissime".

Le defezioni nel Movimento 5 Stelle sembrano non toccare, invece, Salvini che ieri sera, nel corso di una conferenza a margine della cena della Lega Toscana a Firenze, ha detto di non essere appassionato di "Parlamento-mercato". "Non amo i cambi di casacca - ha detto il vice premier leghista - se uno cambia idea molla la poltrona per quanto mi riguarda e sicuramente non nasce un governo da venti-trenta-quaranta persone che cambiano partito". Il problema, però, resta. Ed è tutto in casa grillina. Nonostante Di Maio tenti il folle diversivo della denuncia in procura, i "ribelli" in polemica con la linea imposta dal capo politica continua ad aumentare e, se dovessero davvero dare il ben servito a Beppe Grillo, per il governo gialloverde sarebbe un problema non indifferente.

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