L'ultimo scatto di Lindbergh: nelle foto delle dive senza ritocchi seppe immortalare il futuro

Le ha fotografate tutte, le bellissime. Linda Evangelista, Naomi Campbell, Cindy Crawford e le altre. Da Kate Moss alla Duchessa del Sussex. E anche uomini. Aveva capito che la bellezza non va ostentata, che si nutre dei difetti, che in quei difetti la luce si specchia e riflette quello che c'è dietro fino a mostrare la verità. E negli anni in cui la moda era fatta di costruzione, di pose rigide e innaturali, lui l'aveva smontata per coglierne l'essenza. Peter Lindbergh, il fotografo di punta del mondo della moda internazionale, è morto all'età di 74 anni. La notizia è stata annunciata sull'account Instagram ufficiale del fotografo mercoledì mattina insieme a una fotografia in bianco e nero.

Lindbergh è stato un uomo rivoluzione, ha cambiato il suo mestiere alle radici, ne ha trasformato la struttura dalle fondamenta. Per questo è sbagliato definirlo «fotografo di moda», ma è giusto riconoscerlo come uno dei più influenti fotografi contemporanei. Era stato scelto da Meghan Markle, che ha curato «Forces for Change», il numero di settembre di British Vogue, per fotografare 15 pioniere, tra cui Salma Hayek e Jane Fonda, Greta Thunberg e il Primo Ministro neozelandese Jacinda Arden. Le sue immagini iconiche delle top model negli anni '80 mostrano donne bellissime con le loro imperfezioni, nella semplicità della realtà. Via l'artificio, la costruzione, il ritocco. Linda Evangelista, Naomi Campbell, Cindy Crawford, Christy Turlington e Tatjana Patitz, giovani modelle, furono fotografate insieme per la prima volta da lui per la leggendaria copertina del gennaio 1990 di British Vogue. Nacquero le top model. Quelle donne che non erano soltanto modelle, avevano nomi e cognomi ed erano riconoscibili: persone, prima di tutto. Ed è così che le modelle riuscivano a mostrare qualcosa che andava oltre il vestito e lasciava spazio all'anima.

Nato Peter Brodbech nel 1944 a Lissa, in Germania, è cresciuto a Duisburg, nella Renania Settentrionale. Prima di diventare famoso ha lavorato come vetrinista per un grande magazzino. Poi, nei primi anni '60 si è iscritto all'Accademia di Belle Arti di Berlino. Il suo amore per la fotografia è arrivato negli ani '70, quando lavorava come assistente dal fotografo Hans Lux. Dalla fine degli anni '70 ha collaborato con i più prestigiosi marchi e riviste: Vogue, The New Yorker, Rolling Stone, Vanity Fair, Harper's Bazaar US, Wall Street Journal Magazine, The Face, Visionaire, Interview e W.

La bellezza per Lindbergh era al naturale. In un tempo dove il ritocco era quasi scontato, lui presentava le persone nel loro stato puro, incontaminato. Lontanissimo dai lustrini e dalla perfezione di quel mondo a cui le personalità che fotografava appartenevano. Visi puliti, quasi senza trucco, veri, personalità, carattere: Lindbergh ha rivoluzionato i canoni estetici, con un approccio senza stereotipi dedicato a ricercare ciò che rende una persona interessante, prima che bella.

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