Tra i 5s scatta il panico: "Con questa linea diventiamo LeU2..."

La linea tenuta da Conte sulla crisi ucraina non piace alla minoranza interna che avverte: "Ci chiamano LeU2 dove il 2 sta per la percentuale che prenderemo..."

Tra i 5s scatta il panico: "Con questa linea diventiamo LeU2..."

Il M5S sostiene l'Ucraina, ma vuole più sanzione e meno armi. È questa, in estrema sintesi, la linea trovata durante il Consiglio nazionale di due giorni fa e resa pubblica solo oggi.

Giuseppe Conte, come da copione, cerca di non scontentare nessuno e continua a strizzare l'occhio all'ala pacifista. Nel comunicato, dunque, si ribadisce che i Cinquestelle sono contrari all'invio di armi controffensive con cui gli ucraini potrebbero andare oltre l'esercizio del diritto alla legittima difesa che è sancito dall'articolo 51 della Carta dell'Onu. Una posizione che lascia interdetti molti all'interno del Movimento (e non solo). Tra i grillini vi sono tanti telefoni che squillano a vuoto, tante bocche cucite e una buona dose di imbarazzo. Quei pochi che parlano non vogliono entrare nel merito della polemica politica. Il deputato Luca Frusone, membro della Commissione Difesa della Camera e presidente della delegazione parlamentare italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato, si limita a spiegarci che mentre è più chiara la differenza tecnica tra un'arma leggera e una pesante, quella tra un'arma offensiva e un'arma difensiva dipende dal suo utilizzo. “Una pistola in mano a un rapinatore è offensiva, in mano a un poliziotto che cerca di sventare una rapina è difensiva”, dice Frusone che aggiunge: “al massimo si può parlare di dispositivi di difesa quando si parla di elmetti e giubotti anti-proiettili, ma non esistono armi offensive e armi difensive”.

In realtà, stando a quanto si vocifera in casa M5S, Conte ha voluto rimarcare la distinzione tra armi offensive e armi difensive per prendere le distanze da chi, come il premier inglese Boris Jhonson, si è detto favorevole a che l'Ucraina attacchi il territorio russo. Inoltre, anche a detta dei parlamentari grillini, sarebbe inutile chiedere al governo di riferire in Aula perché, a meno che non venga presentata una risoluzione, non ci sarebbe nulla da votare. “Hanno ragione Ceccanti e Mulè quando dicono che non c'è nulla da votare perché il decreto che il M5S aveva votato conteneva già la possibilità di fare una rimodulazione con un decreto interministeriale”, ci spiega un deputato alla seconda legislatura che ci chiede di preservare l'anonimato. Quella di Conte, dunque, sarebbe un'operazione volta a spostare il M5S a sinistra del Pd e, contemporaneamente, mettere in difficoltà il suo rivale interno: il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Quest'operazione non sta funzionando neppure a scopi elettorali”, ci dice la nostra fonte che, sconsolato, avverte: “Ormai ci prendono in giro chiamandoci LeU2 dove il 2 sta per la percentuale che prenderemo alle elezioni". Ma, tra i grillini, c'è anche chi espone così i suoi timori: “Non vorrei che, alla lunga, questi continui distingui in politica estera sull'invio delle armi possano rovinare i rapporti con Enrico Letta. Sembra quasi che Conte cerchi il pretesto di rompere col Pd...”. Un timore neanche tanto irreale, sentendo i commenti che arrivano proprio dai piddini. Quello del senatore dem Tommaso Cerno è alquanto caustico: “A Conte e ai Cinquestelle dico che tra fare spot elettorali e difendere la libertà e la democrazia dell'Occidente conviene sempre fare la seconda altrimenti un domani non ci sarà nessuna campagna elettorale...”.

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