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Mamdani censura Little Italy (e celebra i quartieri islamici)

Comunità italiana via dalla mappa ufficiale, citate invece Little Africa, Palestine e Yemen. La protesta e il dietrofront

Mamdani censura Little Italy (e celebra i quartieri islamici)
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In principio era la statua di Cristoforo Colombo, poi è arrivato il turno di Little Italy a New York. Negli ultimi anni i simboli dell'italianità sono sotto attacco negli Stati Uniti colpiti dalle follie del politicamente corretto e della cultura woke, l'ultimo a farne le spese è lo storico quartiere di New York colpito dalla censura del sindaco Zohran Mamdani. In una mappa pubblicata dall'Ufficio municipale per gli Affari degli Immigrati in occasione della Coppa del Mondo di calcio sono stati infatti inseriti una serie di quartieri etnici tra cui Little Africa, Little Palestine e Little Yemen ma non è stato inserito il quartiere italiano.

Non si è fatta attendere la reazione della comunità italo-americana tra cui quella della Italian American Civil Rights League che sui propri canali social ha scritto "Zohran Mamdani vuole cancellare gli italoamericani" aggiungendo "gli italoamericani hanno costruito New York, non gli ugandesi del Terzo mondo. Resistiamo ai Comunisti". Parole che spiegano la possibile ostilità verso una comunità che in maggioranza ha espresso il proprio sostegno al Partito Repubblicano e non piace al nuovo pantheon woke della sinistra americana che negli ultimi anni ne ha messo in discussione icone e simboli a più riprese. Evidentemente la cultura italiana è troppo occidentale e troppo poco etnica per chi ha fatto delle teorie decoloniali e della critical race theory la propria cifra stilistica e le fortune della propria carriera politica.

Sebbene oggi la presenza degli italiani e degli italiano-americani a Little Italy si sia notevolmente ridotta, il quartiere rimane un simbolo vista la sua storia. Già negli anni '40 dell'Ottocento arrivarono in quest'area di Lower Manhattan i primi italiani ma è tra il 1880 e il 1920 che si trasferisce qui la maggioranza degli italiani (in particolare del sud) al punto che nel 1910 vi vivevano circa 10.000 italiani pari al 90% di abitanti. Con il cambio della legge sull'immigrazione dal 1965 l'identità del quartiere muta anche a causa dell'espansione di Chinatown ma il mito di Little Italy era ormai diventato realtà. Celebrazioni come la "Feast of San Gennaro", istituita nel 1926 con la processione della statua di San Gennaro insieme a bancarelle e cibo di strada, si svolgono ancora oggi ma la fama di Little Italy si deve anche ad alcuni celebri film. Su tutti "Mean Streets" di Martin Scorsese (cresciuto lì vicino) del 1973 con Robert De Niro in cui si racconta la vita dei giovani italo-americani tra malavita, religione e le strade di Mulberry Street. Nell'immaginario collettivo hanno avuto un ruolo anche "Il Padrino" e il "Padrino Parte II" di Francis Ford Coppola in cui si vede proprio la festa di San Gennaro e "Donnie Brasco" con Johnny Depp e Al Pacino che girano diverse scene a Little Italy.

Dopo le proteste della comunità italiana tra cui la Niaf (National Italian American Foundation) con il presidente Robert Allegrini che ha scritto una lettera al sindaco di New York, Mamdani ha deciso di fare un passo indietro aggiornando la mappa incriminata e dichiarando: "Chiaramente non è un elenco completo delle oltre 200 comunità etniche che considerano la nostra città casa, e apporteremo ulteriori modifiche in futuro per riflettere questa realtà" per poi aggiungere "E questo include l'aggiunta di Little Italy alla mappa".

Il solo fatto però di aver cancellato lo storico quartiere italiano includendo invece comunità

come quella palestinese, di certo molto meno significative nella storia di New York e degli Stati Uniti, la dice lunga sulla visione ideologica che guida l'operato del sindaco dem diventato icona della sinistra mondiale.

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