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Politica

Manovra, Casasco (Fi): “Salvini? Con banche dialogo costante ma non sono bancomat per erario”

Il responsabile economia di Forza Italia commenta così la proposta lanciata dal vicepremier di chiedere a banche e assicurazioni un contributo volontario di almeno 5 miliardi di euro in vista della prossima finanziaria

Spazio, Casasco (FI): “Serve ecosistema per start-up e venture capital”

Le banche non vanno usate come un bancomat per l’erario ma devono contribuire a sostenere e rafforzare il sistema sociale. Parola del deputato di Fi, Maurizio Casasco, responsabile economia del partito, che commenta così la proposta lanciata da Matteo Salvini di chiedere a banche e assicurazioni un contributo volontario di almeno 5 miliardi di euro in vista della prossima finanziaria. ‘’Il sistema del credito -dice all’Adnkronos CASASCO- è fondamentale per l’economia del Paese. Mi riferisco a tutte le banche, comprese quelle più piccole, quelle di credito cooperativo, molto importanti sul territorio per tutte le imprese. Grazie alla posizione assunta da Forza Italia e dal suo leader Tajani, il governo ha avuto un rapporto di dialogo e confronto costante con le banche, non accettando il principio degli extraprofitti, che consideriamo statalista e contro la nostra visione liberale". “Grazie a questa impostazione -spiega CASASCO- sono stati portati nelle casse dello Stato già 10 miliardi di euro e ricordo, per di più, che le banche sono soggette a una tassazione Ires del 3,5 per cento in più rispetto all’aliquota ordinaria del 24% e a una addizionale Irap di circa il 2 per cento, variabile Regione per Regione. Per quanto ci riguarda, i patti (già modificati due volte) vanno rispettati per una questione di credibilità come sempre deve avvenire in ogni circostanza. Il sistema creditizio deve essere uno strumento di crescita e non un bancomat da utilizzare al bisogno. Occorre, infatti, puntare sulla crescita sulla produttività e la competitività delle imprese. Potrebbe invece essere utile aprire un dialogo importate con le banche per un patto sociale per il Paese, non certo per fare cassa e un nuovo gettito erariale ma per un sistema di crescita, rendendo meno onerosi e, quindi accessibili ad un pubblico più ampio, servizi ad alto valore aggiunto e remunerando i depositi, ovviamente per quelle banche che ora non lo fanno’’.

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