Manovra, FI decisiva: più misure per gli autonomi

In aula da domani. Grazie a Forza Italia fondi per esenzioni, turismo, scuola. Mps passerà dalle Camere

Manovra, FI decisiva: più misure per gli autonomi

Rush finale in commissione Bilancio alla Camera per la manovra che dovrebbe arrivare in Aula domani. L'ultimo giorno di voto degli emendamenti ha segnato un successo per l'opposizione. «L'azione di Forza Italia e del centrodestra ha permesso di approvare importanti modifiche alla manovra per dare risposte immediate a partite Iva, lavoratori autonomi, professionisti, alle scuole paritarie, al settore del turismo, al comparto automotive», ha commentato a caldo Mariastella Gelmini, capogruppo azzurra a Montecitorio. Saranno 3 i miliardi di euro destinati agli autonomi tra indennità di lockdown (importo variabile tra 250 e 800 euro) ed esenzione contributiva (vale un miliardo per il 2021). «Le scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità - prosegue Gelmini - avranno un finanziamento di 70 milioni mentre altri 20 milioni di euro andranno agli istituti tecnici perché noi investiamo sulla formazione e non sui sussidi come il reddito di cittadinanza». Le modifiche del centrodestra, sottolinea, comprendono anche il kit per la digitalizzazione per una «didattica a distanza accessibile a tutti». Inoltre ci saranno l'esenzione della prima rata Imu per i settori del turismo e dello spettacolo e 420 milioni nel 2021 per il sostegno all'automotive, con incentivi all'acquisto di veicoli green. «Grazie a Stefania Prestigiacomo di Forza Italia e al centrodestra, infine, ci sara il rinvio di un anno dell'applicazione della sugar tax, e un fondo da 100 milioni di euro da destinare alla ricostruzione nei territori danneggiati dalle alluvioni del 2019 e del 2020». L'ok a un emendamento del forzista Roberto Occhiuto consentirà il riscadenziamento a 30 anni dei debiti sanitari delle Regioni in dissesto sfruttando un'anticipazione di liquidità di Cdp.

Il rallentamento dei lavori ieri in commissione Bilancio è stato causato dalle proteste dell'opposizione in quanto il governo (in particolare il ministro della Giustizia Bonafede) aveva dato parere contrario all'emendamento di Enrico Costa (Misto), sostenuto dal centrodestra e Iv, per il rimborso delle spese legali agli imputati assolti. Alla fine l'intesa è stata raggiunta e così chi risulti assolto «con sentenza definitiva perché il fatto non sussiste, perché non ha commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto come reato», ha diritto al rimborso delle spese legali per la difesa nel processo fino a 8mila euro.

Tra le numerose modifiche approvate ieri spiccano la nona salvaguardia per 2.400 esodati che hanno maturato i requisiti per il pensionamento dopo il 31 dicembre 2011 (costo di 115,1 milioni di euro in 6 anni). Aumenta, inoltre, il tetto massimo di rimborso spese con il bonus mobili passando da 10mila a 16mila euro. Definita, infine, la proroga del superbonus al 110% per le ristrutturazioni effettuate entro il 30 giugno 2022. Il loro rimborso, per quanto riguarda la parte spesa nel 2022, avverrà in quattro quote annuali di pari importo (anziché 5). Se entro giugno 2022 saranno stati effettuati lavori per almeno il 60% dell'intervento complessivo, la detrazione al 110% potrà essere estesa anche alle spese sostenute entro il 31 dicembre del 2022.

Bocciato l'emendamento dei Cinque stelle che avrebbe ridotto la deducibilità fiscale delle sofferenze rendendo più difficile far acquisire Mps a un'altra banca. Ma il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, dovrà riferire in Parlamento «preventivamente» sulle eventuali operazioni di aggregazione o di variazione del 68,4% detenuto nel Monte.

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