Politica

"Il marchio non è ancora registrato". Ma la comunicazione arriva al Renzi sbagliato

È stato un errore del ministero dello Sviluppo economico. Ha inviato la comunicazione a un consulente informatico di Teramo, che ha lo stesso nome dell'ex premier

"Il marchio non è ancora registrato". Ma la comunicazione arriva al Renzi sbagliato

Si è trattato di un errore. La storia si potrebbe intitolare Renzi e il suo alter ego. Sì perché il ministero dello Sviluppo economico ha inviato una comunicazione a Matteo Renzi per fargli sapere che il marchio Italia Viva non era ancora registrato. Ma invece di inviare la lettera all’ex premier, l’ha fatta recapitare a un consulente informatico originario di Teramo, che ha lo stesso nome dell’ex segretario del Partito democratico.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, l’ufficio brevetti e marchi del ministero avrebbe anche richiesto il versamento di una tassa di registrazione di quasi 800 euro allo scopo di garantire una tutela giuridica dello stesso marchio. Sta di fatto che il Renzi teramano sarà rimasto sorpreso da questa vicenda. Si tratta ovviamente di un errore di persona ma stupisce che un ufficio brevetti non sia in grado di recapitare una comunicazione a chi ha presentato una determinata richiesta e l’abbia mandata invece a un omonimo, che non ha mai registrato nulla. Allo stesso tempo un ministero non dovrebbe avere particolari difficoltà a sbagliare indirizzo, oltretutto di una personalità politica così importante come l’ex presidente del consiglio. Inoltre, stupisce anche il fatto che Italia Viva non sia ancora un marchio registrato.

Il quotidiano diretto da Travaglio racconta poi che il Renzi teramano viene esposto sui social perchè, nonostante i post e le foto, cè più di qualcuno che gli ha inviato un commento politico, una richiesta sbagliando però persona. Allo stesso modo ricevette vari messaggi di solidarietà quando i genitori dell’ex premier vennero arrestati poco meno di un anno fa per bancarotta e false fatturazioni. I coniugi erano accusati di aver fatto fallire tre cooperative dopo averne svuotato le casse ma in seguito il tribunale del riesame di Firenze aveva revocato gli arresti. I magistrati avevano accolto la richiesta dei legali dei coniugi, che avevano presentato una memoria di 25 pagine con numerosi allegati. Il fatto aveva scatenato la rabbia dell'ex premier, il quale aveva parlato in varie occasioni di provvedimento eccessivo e aveva sempre sostenuto l'innocenza del padre e della madre. In quell’occasione il Renzi teramano si era trovato in una situazione imbarazzante e aveva informato tutti che i suoi genitori stavano bene e si trovavano a casa. Mai però si sarebbe aspettato che l'omonimia con l'ex segretario del Pd portasse a inviare una comunicazione sbagliata da parte di un ministero.

Commenti