Dalla mascherina al bavaglio: Conte schizofrenico sul virus

Ambiguità su voli, scuole e allarmi. E dopo aver invaso le tv, ora il premier chiede alla Rai di abbassare i toni

Dalla mascherina al bavaglio: Conte schizofrenico sul virus

La schizofrenia di Giuseppe Conte alla fine ha creato un'emergenza nell'emergenza. Il rischio coronavirus in Italia ha messo a nudo la debolezza del presidente del Consiglio nel gestire una situazione critica. Conte annuncia un provvedimento. Salvo poi cambiare idea dopo un paio i giorni. Più che le Regioni andrebbe «commissariato» il governo per contenere allarmismo e psicosi. Dallo stop dei voli provenienti dalla Cina ai tamponi: il premier prova a tranquillizzare gli italiani. Ma poi, puntualmente, è costretto a cambiare idea.

L'unica cosa che il capo del governo sa fare bene è l'occupazione (quasi militare) delle tv. E poi di colpo invita tutti ad abbassare i toni per non creare paure ingiustificate. Ma solo dopo aver fatto il giro di tutti i programmi e rilasciato interviste per mettere in guardia gli italiani dal pericolo coronavirus. Prima agita le paure. Poi chiede calma: «Non dobbiamo drammatizzare, dobbiamo mantenere un atteggiamento prudente e seguire le raccomandazioni che ci vengono dalla comunità scientifica, le regole di condotta che abbiamo diffuso e noi che abbiamo delle responsabilità maggiori vi assicuro che siamo concentrati per contenere l'epidemia ed evitare la diffusione del contagio» dice il premier a «L'Aria che tira» su La7.

La posizione ambigua è emersa con la decisione (ritardata) di chiudere i voli con la Cina. Conte ha prima rassicurato che non vi fosse alcuna necessità di sospendere il traffico aereo con la Cina. Ma poi, dopo i primi due casi accertati di Coronavirus in Italia, ha chiuso gli aeroporti al traffico «da e per la Cina». In ogni caso 5 voli con oltre mille passeggeri sono in arrivati a Milano e Roma. Sull'overdose televisiva, il Conte parlante sembra un lontano parente del Conte che ha fatto visita in rapida successione a Lucia Annunziata, Fabio Fazio, Massimo Giletti, Barbara D'Urso, le Iene. Oltre alla presenza fissa negli speciali di Tg1, Tg2, Tg3. Sembrava caduto dalle nuvole quando ieri - nell'intervista al Corriere della Sera - ha chiesto «alla Rai toni più bassi sul coronavirus?» «Surreale - attacca il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi - È stato proprio Conte - secondo Anzaldi - a imporre una iper-drammatizzazione comunicativa all'emergenza, trasferendosi h24 alla sede della Protezione civile, fatto senza precedenti, e occupando tutte le trasmissioni tv».

Conte invoca coesione e unità nazionale. Ma è stato lui (non un omonimo) a puntare il dito contro le Regioni del nord, accusate di aver sottovalutato l'emergenza. Il capolavoro della schizofrenia arriva con l'uso dei tamponi. Oggi il premier si dice favorevole all'uso dei tamponi a chiunque ne faccia richiesta. Due giorni fa sentenziava: «La prova tampone va fatta solo in alcuni circostanziati casi e non diffusamente. Il fatto di aver esagerato in questi giorni con la prova tampone è un fatto che non risponde alle prescrizioni della comunità scientifica. Dobbiamo seguirle perché altrimenti finiremmo per drammatizzare un'emergenza sanitaria».

Anche sulla chiusura delle scuole non sembra avere idee chiare. Litiga (e impugna l'ordinanza) con la Regione Marche per aver disposto la chiusura delle scuole. Ma nello stesso giorno non fa nulla contro la decisione della Regione Sicilia di sospendere le attività nelle scuole di Palermo e Catania.