Le mascherine mai arrivate al Lazio: sei arresti

Avevano costituito un'associazione a delinquere finalizzata alle truffe per la fornitura di dispositivi di protezione nei confronti della Protezione civile e della Regione Lazio e di altre imprese

Le mascherine mai arrivate al Lazio: sei arresti

Avevano costituito un'associazione a delinquere finalizzata alle truffe per la fornitura di dispositivi di protezione nei confronti della Protezione civile e della Regione Lazio e di altre imprese, ma anche al riciclaggio e all'autoriciclaggio. Per questo sei soggetti sono finiti agli arresti domiciliari. A eseguire l'ordinanza di applicazione della misura coercitiva nei confronti di Giacomo De Bellis, Antonio Formaro, Raffaele Buovolo, Francesco Oliverio, Pietro Rosati e Luciano Giorgetti sono stati i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, che ha anche sottoposto 4 milioni di euro a sequestro preventivo quale frutto dell'illecito. Come si legge nell'ordinanza, il 27 e 30 marzo dello scorso anno la Internazionale Biolife srl sottoscriveva con la Regione Lazio e la Protezione civile contratti di fornitura «per 6 milioni di mascherine Ffp2 e chirurgiche e 2 milioni di camici e tute». Fino ad allora la società ionica, facente capo a uno degli indagati, si era occupata della distribuzione di integratori alimentari. I contratti ammontavano in totale a 24 milioni di euro, ma subito l'azienda aveva ricevuto un acconto di quasi 5 milioni di euro.

L'impresa all'inizio ha fornito documenti rilasciati da enti non rientranti tra gli organismi deputati a rilasciare la specifica attestazione e, successivamente, per superare le criticità emerse durante le procedure di sdoganamento della merce proveniente da Cina e Turchia, ha prodotto certificati di conformità falsi. Grazie al supporto del Nucleo speciale di Polizia valutaria e dell'Unità di informazione finanziaria (Uif) il pagamento a saldo è stato bloccato.

Anche perché i proventi illecitamente conseguiti sono stati riciclati e autoriciclati dagli indagati per alimentare altre condotte delittuose, anche attraverso il trasferimento dei fondi su conti esteri. Tra tutti il Buovolo è peraltro titolare di una società bulgara, come si legge nelle carte.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto, su proposta del Procuratore aggiunto della Repubblica Maurizio Carbone e del Sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Natale. Sulle forniture di dispositivi di protezione la Guardia di Finanza sta lavorando da molto tempo e le inchieste aperte sono diverse.