È notte fonda per i giustizialisti. Si sbriciola l'ultimo teorema della sinistra contro Berlusconi e Forza Italia: il Tribunale di Firenze archivia l'accusa contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri di essere i mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. È la Caporetto della sinistra forcaiola che negli ultimi 30 anni, sostenuta dai giornali di area come Il Fatto Quotidiano e Repubblica, ha cavalcato la tesi delle toghe su Berlusconi mafioso. Le accuse cadono prima del processo. I giornali delle procure perdono benzina. I leader del campo largo restano muti. Nessuna autocritica. Zero scuse. Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli dribblano l'argomento. È la settimana nera per la sinistra giustizialista. mette la testa fuori. Dopo le bufale sulla grazia concessa a Nicole Minetti, un'altra fucilata contro il plotone mediatico giudiziario. È una settimana di passione. Difficile dimenticare come i partiti del centro-sinistra abbiano costruito una parte della narrazione anti-berlusconiana sulle veline delle Procure rosse. L'archiviazione ridà vigore al centrodestra. Forza Italia è in estasi. Escono tutti con note stampa e post. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolinea come "le decisioni giudiziarie spazzano via definitivamente ogni ombra: quel dubbio non aveva fondamento allora e non lo ha oggi". Ricordando che "per trent'anni, insieme a Berlusconi un'intera comunità politica, composta da milioni di italiani che esprimevano liberamente il proprio voto, è stata ingiustamente posta davanti al sospetto infamante che il consenso raccolto nelle urne poggiasse su finanziamenti mafiosi o dinamiche illegali". Felici per l'esito giudiziario i due vicepremier. Antonio Tajani, leader di Fi, è netto: "Di inquietante e occulto c'è solo l'azione di quella parte di magistratura che ha usato false accuse, che già si smentivano da sole, come una clava politica cercando di riscrivere la storia della nostra democrazia. È indegna di questo Paese la lentezza con cui si è arrivati a questa conclusione, e disgustoso l'accanimento con il quale si è cercato di neutralizzare politicamente il fondatore di Forza Italia e il suo partito. Finalmente giustizia è fatta, ma è incredibile che una decisione presa il 15 gennaio diventi pubblica soltanto adesso". Il capo del Carroccio Matteo Salvini va oltre: "Nelle procure e nelle redazioni c'è chi ha costruito una carriera sul fango, da scagliare rigorosamente contro il centrodestra. L'archiviazione di Silvio Berlusconi per le stragi del 1993 ribadisce, una volta di più, che certa sinistra si è nutrita di odio, bugie e deliri". E poi l'annuncio: "La Lega è determinata per approvare, entro fine legislatura, una legge sulla responsabilità civile dei magistrati". Maurizio Lupi (Noi moderati): "Molti dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa". "L'invidia e l'odio oggi vengono sconfitti! Giustizia è fatta amore mio", scrive su Instagram Marta Fascina, compagna di Silvio Berlusconi. Per Forza Italia è una giornata di riscatto. Il neo-capogruppo Enrico Costa la definisce "una vicenda che ha avuto un costo enorme per le persone coinvolte, sul piano umano, politico e reputazionale. Ma non solo, perché enormi sono stati anche i costi sostenuti dalle casse dello Stato, che chiederemo vengano resi noti, per indagini infondate fin dall'inizio". La fine dell'assalto giudiziario sulle stragi contro il centrodestra potrebbe ora accelerare la vera partita su un nuovo capitolo della riforma della giustizia: la responsabilità civile dei magistrati.
Una proposta su cui Matteo Salvini e Marina Berlusconi sono d'accordo. Forse il più scettico è il partito della premier Meloni dopo il referendum sulla separazione delle carriere. Il dossier resta aperto e forse accompagnerà il centrodestra nello sprint finale della legislatura.