L'occasione sono le comunicazioni a Camera e Senato in vista del G7 e del successivo Consiglio Ue in programma la prossima settimana prima a Évian e poi a Bruxelles. Sul tavolo, dunque, soprattutto il conflitto in Medio Oriente, la guerra tra Russia e Ucraina e temi più stringenti della politica europea. Eppure, a fare davvero rumore, è l'affondo che Giorgia Meloni riserva a Roberto Vannacci, replicando a Montecitorio all'intervento del deputato di Futuro nazionale Emanuele Pozzolo. La premier non cita mai espressamente il generale, ma è evidente che il destinatario della sua stoccata - la prima di Meloni e nel complesso di tutti i big della maggioranza - è uno solo.
Il "test" Vannacci
Dopo mesi di silenzio durante i quali la linea di Fdi e Lega era stata quella di evitare frizioni con Fn, Meloni spinge dunque sull'acceleratore. E rispondendo a Pozzolo punta il dito verso i deputati passati con Vannacci. "Quello che stiamo facendo a tutela dell'interesse nazionale - attacca - è quello che c'era scritto nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voi e altri siete stati eletti nelle file del centrodestra. Ciononostante, per sei volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia". E, aggiunge, "votare contro la fiducia al governo significa votare per mandare a casa quel governo". Quindi, conclude la premier, "non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra". Insomma, neanche troppo tra le righe, Meloni accusa Vannacci e i suoi non solo di aver tradito il centrodestra, ma anche di fare il gioco di Elly Schlein e Giuseppe Conte. D'altra parte, in un capannello a pochi passi dalla buvette del Senato, è lo stesso Matteo Renzi a dire che "l'operazione Vannacci è il fatto politico più rilevante degli ultimi sei mesi".
L'approccio cauto della maggioranza dopo che quattro mesi fa il generale ha lasciato la Lega non ha infatti prodotto risultati. Anzi, i sondaggi continuano a dare Fn in crescita e il vero timore che si respira a Palazzo Chigi è che possa nei prossimi mesi persino sorpassare il Carroccio. Di qui il cambio di passo e l'affondo di Meloni. Con l'obiettivo anche di mettere in chiaro rispetto al proprio elettorato che sostenere Vannacci significa fare un danno al centrodestra. Dalla prudenza, dunque, si passa a quella che in Germania è stata la strategia del Ppe di Friedrich Merz nel relazionarsi con l'ultradestra di Afd. Anche per fare una sorta di test e vedere come nelle prossime settimane i sondaggi (quelli complessivi e quelli tarati in particolare sull'elettorato di Fdi e Lega) reagiranno a questo scontro a destra. Alle elezioni politiche di tempo ne manca ancora e non è escluso che il tutto possa rientrare e alla fine Fn aderisca alla coalizione guidata da Meloni. La partita, però, è evidentemente scivolosa. In questo caso, infatti, come reagirebbe Forza Italia e l'elettorato più moderato?
L'affondo sui burocrati Ue
A una settimana dal Consiglio Ue, poi, la premier punta l'indice contro "i burocrati europei che non devono rendere conto a nessuno delle proprie interpretazioni surreali" e che "forse anche per questo hanno perso il contatto con la realtà". Tanto da "ribaltare" le decisioni del Consiglio Ue dove ognuno dei Ventisette governi opera con "alle spalle un mandato del proprio Parlamento" secondo "un mandato popolare". Il riferimento è a quanto accaduto con gli Ets, il sistema di scambio di quote di emissione per i quali il Consiglio Ue "ha indicato una direzione chiara invocando la necessità di azioni concrete per ridurre i prezzi".
Ucraina, "serve inviato Ue"
Nel corso delle comunicazioni, la premier parla anche del conflitto tra Russia e Ucraina. Meloni critica "i formati variabili, non adeguatamente rappresentativi e che producono solo frammentazioni" (il riferimento è al recente E3 con Francia, Germania e Regno Unito) e sottolinea "la necessità di individuare una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati Membri per portare il punto di vista dell'Europa" al tavolo negoziale con Mosca.
Lo scontro con Israele
La premier torna poi sulle dichiarazioni del ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir, esponente ultranazionalista e suprematista ebraico del governo guidato da Benjamin Netanyahu. "L'Italia - ribadisce - intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l'odio e l'estremismo. Come Ben Gvir, che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l'inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani".
E ancora: "Rispedisco al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l'Italia e poco dignitose per Israele".Il negoziato Usa-Iran
Infine, la premier si dice consapevole di quanto sia "fragile" e "altalenante" il negoziato tra Usa e Iran. Ma la ritiene l'unica strada per risolvere la crisi e l'Italia "continuerà a sostenerlo".