Montesano fermato a Roma. "Questo è sequestro di persona"

L'attore vicino a Montecitorio, l'incontro con Salvini

In piazza con i «no mask» sabato a Roma non c'è andato, ma aveva dato il suo appoggio alla manifestazione e non ha mai fatto segreto di non sopportarla la protezione sul viso imposta per decreto. Per Enrico Montesano la mascherina è «inutile e dannosa» e ieri, in piazza Montecitorio, dove una piccola folla, tra cui il leader della Lega Matteo Salvini, si era riunita per chiedere la liberazione di Chico Forti - l'italiano in carcere da 21 anni negli Stati Uniti - l'attore e la moglie, a viso scoperto, hanno avuto un vivace battibecco con la polizia che gli ha intimato di coprirsi bocca e naso. Montesano alla fine ha accontentato gli agenti, per scongiurare «un sequestro di persona».

«Non sono andato dove c'era l'assembramento. Ho mostrato l'ampiezza del braccio e del gomito per evidenziare la distanza - ha spiegato - e ho mostrato che la mascherina la avevo, anche se non indossata. Poi ho letto all'agente con il quale ho parlato le leggi dello Stato che affermano che la legge è superiore al decreto, sia esso regionale che del presidente del Consiglio». E poi, per l'attore, il «codice dice che non bisogna andare a volto coperto» e lui aveva anche cappello e occhiali.

Mentre c'è chi non è d'accordo con le misure di prevenzione anti-Covid, l'epidemia avanza e aumentano i focolai, che ormai interessano tutte le regioni. Alcuni dei quali riconducibili a comportamenti poco prudenti dei singoli. Sicuramente lo è stato quello del primario di Otorinolaringoiatria dell'ospedale San Martino di Belluno che di ritorno da un viaggio in Thailandia, all'inizio dell'epidemia, ha continuato a lavorare per sei giorni dopo la comparsa dei sintomi, costringendo un centinaio di pazienti e colleghi, quattro dei quali sono poi risultati positivi. Adesso il medico è indagato per epidemia colposa e quattro camici bianchi che lo hanno coperto sono accusati di falso. Focolaio sventato per poco anche a Taranto, dove un dirigente della Asl ha festeggiato il compleanno in ufficio i primi di ottobre senza distanziamento e senza mascherine. Dopo, però, ha scoperto di essere positivo e ha fatto finire in isolamento una quarantina di persone. Tutti, fortunatamente, alla fine sono risultati negativi al tampone. Un episodio simile, di festeggiamenti fuori da ogni regola in corsia, era accaduto a Bari in un reparto dell'ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

Nella provincia pavese è stato riscontrato un cluster di suore. Al centro sociale Pianzola di Mortara, dove vivono le anziane religiose dell'ordine Pianzolino, 56 delle 57 sorelle presenti nella struttura sono risultate positive. Contagiati anche 12 operatori, tutti in isolamento. «Diverse sorelle sono allettate. Avevano già un quadro clinico complesso», precisa la madre generale.

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Commenti

Italianocattolico2

Mer, 14/10/2020 - 10:40

Se un comportamento simile (condivisibile !!!) lo tengo io, povero ignoto, come minimo mi appioppano una multa invereconda. D'altronde lo stesso Conte emana i suoi DPCM e poi lui ed i suoi seguaci non li applicano, vedere centri sociali, conferenze stampa del leader massimo, feste dell'Unità, cortei dell'ANPI, ecc. ecc.