Morta Jole Santelli, cosa succede ora alla Calabria

A valere, nel caso di decesso del presidente, è il cosiddetto principio giuridico “simul stabunt, simul cadent”, in base al quale decaduto l’organo esecutivo c’è anche lo scioglimento del consiglio regionale

Morta Jole Santelli, cosa succede ora alla Calabria

La sua prematura scomparsa ha gettato nello sconforto un’intera Regione. Messaggi di cordoglio sono giunti da esponenti politici e personalità riconosciute della Calabria, ma anche i leader nazionali dei partiti e movimenti di centrodestra e di centrosinistra hanno voluto ricordare Jole Santelli, morta questa notte per un arresto cardiocircolatorio a soli 51 anni, dopo aver lottato per lungo tempo con un tumore. Santelli, esponente di Forza Italia, era stata eletta presidente della Regione Calabria lo scorso 26 gennaio e si era messa in luce, partecipando anche a numerose trasmissioni televisive, per la sua gestione del periodo peggiore dell’epidemia da Coronavirus, quello del lockdown.

Aveva vinto la competizione elettorale con il 55,3% dei consensi contro Filippo Callipo (Pd e civiche), fermo al 30,2%. Con la vittoria alle elezioni regionali era divenuta la prima donna eletta presidente della Regione Calabria, nonché la seconda donna eletta presidente di una regione dell'Italia meridionale (la prima fu, nei primi anni Ottanta, l'abruzzese Anna Nenna D'Antonio). Dal 2001 al 2006 è stata anche sottosegretaria al ministero della Giustizia con il governo Berlusconi e nel 2013 con il governo Letta.

Il suo decesso crea un vuoto istituzionale, al quale si dovrà porre rimedio per garantire la continuità amministrativa dell’ente regionale. Cosa succederà adesso? Il terzo comma dell’articolo 126 della Costituzione italiana prevede come causa di scioglimento anticipato anche la morte del presidente della giunta regionale. “L’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto – è scritto nel testo – nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio”.

A valere, nel caso di decesso, è il cosiddetto principio giuridico “simul stabunt, simul cadent”, in base al quale decaduto l’organo esecutivo c’è anche lo scioglimento del consiglio regionale e quindi l’indizione di nuove elezioni. Come prevede il regolamento interno al consiglio regionale è la stessa assemblea, convocata entro 10 giorni, a prendere atto della morte del presidente della giunta, approvando un’apposita delibera che dà il via al conto alla rovescia per le elezioni, che si tengono entro 60 giorni. Fino alla nuova tornata elettorale la precedente giunta rimane in carica per l’ordinaria amministrazione. A guidarla sarà il vice presidente Nino Spirlì, che ricorda la Santelli con commozione. "Con Jole perdo un'amica fraterna, una parte della mia famiglia, una meravigliosa complice di tanti progetti, di tanti sogni per questa nostra Calabria. Sogni che condividevamo fin dal primo giorno della nostra amicizia. Perdo il presidente della Regione che ho sempre desiderato. Perdo una parte di me. Con Jole dico addio a una parte del mio entusiasmo, perché con lei abbiamo imparato a condividere tutto, come buoni fratelli, a volte litigando un pò, ma il più delle volte sorridendo. Era una donna ironica, curiosa, simpatica, eccentrica, artistica, fantasiosa, lungimirante. La Calabria perde un grande governatore. Faremo di tutto per non disperdere il suo patrimonio umano, politico e amministrativo".