"Beppe, ci stanno fregando": la base trema e scrive a Grillo

Una lettera firmata da 100 esponenti pentastellati è stata inviata a Beppe Grillo mentre è in corso una mediazione per evitare la scissione del M5s

"Beppe, ci stanno fregando": la base trema e scrive a Grillo

Acque sempre più agitate tra le fila del M5s. Oltre 100 tra attivisti e portavoce municipali, comunali e regionali pentastellati hanno sottoscritto in poche ore una lettera di sostegno a Beppe Grillo, cofondatore del Movimento, per chiedere al garante di dare seguito alle parole del suo post "Una bozza e via", ovvero, quel lungo articolo pubblicato sul blog del comico genovese lo scorso 29 giugno in cui quest’ultimo affossava l’investitura di Giuseppe Conte a leader dei 5 stelle.

La missiva è arrivata al garante mentre è in corso la mediazione dei cosiddetti pontieri per evitare l'addio dell’ex premier Giuseppe Conte che, di fatto, aprirebbe le porte alla scissione del Movimento. "Caro Beppe Grillo, chi ti scrive sono quelli che sono stati definiti ed etichettati "dissidenti e nostalgici". Non ti abbiamo mai scritto tante volte come negli ultimi giorni, ma adesso, adesso e non domani, abbiamo l'urgenza che qualcuno riprenda la rotta partendo dal tuo post "Una bozza e via" e riunisca e supporti i tanti che in 15 anni non hanno mai mollato nonostante tutto", si legge come premessa nella lettera.

Nel documento i firmatari spiegano di stare scrivendo al garante per fargli sentire "la nostra presenza, per dirti che ci siamo e che siamo "moltitudine"... una moltitudine che, proprio come nelle tue "parole guerriere", credeva di essere sola e invece si è ritrovata, fianco a fianco, da "Voghera a Canicattì", siamo quella comunità, grande e familiare, che aggrega chi si riconosce nei suoi valori fondanti e si difende compatta dagli usurpatori e stiamo provando a non far deragliare definitivamente il nostro "sogno", quel sogno chiamato MoVimento 5 Stelle che tu e Gianroberto siete riusciti a creare ed a far "sognare" a milioni di persone".

Di ammainare le proprie bandiere la base pentastellata proprio non ne vuol sapere. I firmatari della missiva evidenziano con forza, infatti, che si riconoscono ancora in quei valori tanto che gli stessi si difendono"tenacemente da chi li rinnega". "Abbiamo attraversato momenti difficili- si legge ancora nel documento- e l'unica cosa che ci ha fatto continuare a sperare è stata quella utopia solitaria che guardandoci negli occhi riconoscevamo identica negli sguardi degli altri e che da sogno solitario insieme trasformavamo in ardita concretezza".

Nella lettera si afferma come sia necessario cancellare "molte cose del passato, molti "abusi di potere" troppe personalizzazioni, molti errori, tanti da aver spinto molti sognatori di utopia ad abbandonare desolati". Per questo i firmatari si appellanno direttamente al garante affermando di avere bisogno "di te, Beppe, abbiamo bisogno che tu, come noi, non ti faccia intimidire da chi nel giro di pochi anni da portavoce si è trasformato in eletto sentendosi fine stratega e grande statista, scollandosi totalmente dal territorio e imponendo decisioni calate dall'alto e pacchetti all inclusive di accordi, alleanze, sindaci e assessorati". "Ci stanno fregando, Beppe, questi ci stanno fregando: dalle questioni ambientali alle grandi opere, ci stanno fregando!", tuona la base pentastellata rimarcando che c’è bisogno del "nostro garante, Beppe, abbiamo bisogno che il custode dei nostri valori prosegua nella strada che avevi imboccato qualche giorno fa". "Non sei solo- hanno garantito i firmatari del documento chiamando ancora in causa Grillo-. Lo ripetiamo: non sei solo”.

I pentastellati duri e puri ricordano che non era questo "che dicevamo nelle piazze, non era il potere dei pochi, non volevamo abbattere una piramide per ricostruirne un'altra volevamo piuttosto lastricare strade che tutti potessero percorrere e goderne". La stessa base del Movimento evidenzia che a condividere questa linea ne sono tanti e "saremo ancora di più se coraggiosamente riprenderai forza ed entusiasmo per rimettere in acqua questo veliero dei sogni, il nostro movimento, nostro e non 'mio' o 'suo'".

Poi ancora un appello accorato a Grillo: "Rimetti al centro insieme a noi i riferimenti ed i valori che hai citato nel tuo post: le idee, la visione, la democrazia diretta e partecipata e la decentrazione dei poteri, i meriti, i valori... Beppe, queste cose, e tu lo sai bene, sono gli elementi caratterizzanti che rendono unico il MoVimento orizzontale che tu e Gianroberto avete immaginato anche attraverso l'ecosistema Rousseau, luogo in cui le idee del MoVimento hanno ancora cittadinanza, e che ci distinguono dai partiti e ideologie novecentesche ed obsolete".

Nel documento i firmatari affermano che non vogliono essere la brutta copia di un "sistema che abbiamo sempre combattuto”. “Parla con noi- si legge ancora-, ascoltaci: siamo gli attivisti, cuore pulsante del MoVimento, siamo portavoce comunali, municipali, alcuni regionali, siamo quelli che, da Napoli, da Bologna, da Roma, da Monza, da Bari - ovunque semi stanno germogliando, raccogliendo adesioni da tutta Italia - non si arrendono e che non vogliono sacrificare princìpi e valori per una percentuale, per un consenso effimero". I sottoscrittori, che si autodefiniscono "l'onda della Rivoluzione culturale e gentile" che non vuole arrestarsi, spiegano di essere quelli del"voto consapevole" che "non barattano consensi per fini personali". "Ci siamo, Beppe, noi ci siamo. Ed abbiamo bisogno che anche tu ci sia", conclude la lettera.

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