Nuove imposte sulla casa: arriva la "local tax"

Altro che meno tasse. Renzi alle prese con abolizione della Tasi, local tax e riforma del catasto. Sopravvive la Tari

Nuove imposte sulla casa: arriva la "local tax"

La local tax è dietro l'angolo. Dall'anno prossimo sostituirà, infatti, l'Imu e la Tasi accorpando in un’unica imposta varie gabelle comunali che gravano sulle tasche degli italiani. Le promesse di semplificazione e riduzione della pressione fiscale rimarranno tali. È, infatti, destinato a sopravvivere un altro balzello: un canone di natura patrimoniale o tributaria. E per i contribuenti saranno, come al solito, dolori. In barba alle sparate di Matteo Renzi.

Al rientro dalla vacanze estiva, il premier si metterà a vagliare le proposte avanzate dai tecnici coordinati dal sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta e dal consigliere economico del premier Luigi Marattin e anticipate oggi dal Corriere della Sera. Se da una parte la local tax assorbirà l'Imu e quel che resterà della Tasi dopo la promessa abolizione del'imposta sulla prima casa, dall'altra rimarrà una seconda voce in cui verranno accorpate le altre imposte comunali, quelle che riguardano l'occupazione delle aree pubbliche e quelle su pubblicità e affissioni. Non solo. Ai tecnici di via XX Settembre riuscirà nemmeno la magia di far sparire la Tari perché, essendo una tariffa, non può essere assorbita dalla local tax che, invece, è un'imposta.

Ad oggi la Tasi garantisce ai sindaci un gettito di 3,2 miliardi di euro. Se a Renzi dovesse riuscire l'abolizione dell'imposta sulla prima casa, dovrà trovare il modo di compensare il mancato gettito nelle casse comunali. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, il governo starebbe vagliando l'ipotesi di girare ai Comuni il gettito di altre imposte: "Una delle ipotesi è quella di attribuire ai sindaci l’incasso dell’Imu sui capannoni, che però vale un po' di meno, circa 2 miliardi di euro".

Per il momento è destinata a restare nel cassetto la riforma del catasto. Dopo essere scaduta la delega, il governo aveva valutato l'ipotesi di ripresentare il testo a settembre con la legge di Stabilità, ma Renzi tentenna perché teme che possa esssere percepita dagli italiani come un aumento delle tasse.

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