Leggi il settimanale

A Nuuk danesi "pronti a combattere"

Frederiksen in visita. Dai giorni scorsi i soldati di Copenaghen in assetto di guerra

A Nuuk  danesi "pronti a combattere"
00:00 00:00

L'accordo sulla Groenlandia è "per sempre. Ci sono molte cose buone nell'intesa, anche per l'Europa". Dopo l'annuncio del potenziale compromesso che sembra aver disinnescato, almeno temporaneamente, una crisi transatlantica sull'isola artica, Donald Trump torna a parlare dei negoziati, affermando che "lavoreremo insieme e la Nato sarà coinvolta. Non avremo alcuna spesa se non quella di realizzare il Golden Dome". Il presidente Usa di ritorno da Davos ripete come l'intesa preveda che "possiamo fare tutto quello che vogliamo", e "avremo qualcosa in due settimane". A chi gli chiede se piaccia anche alla Danimarca, il presidente Usa risponde con sicurezza: "Piace a tutti". Ma la premier danese Mette Frederiksen, da Nuuk, dove si è recata per incontrare il presidente groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, dice che "ci troviamo in una situazione grave. Sono qui per mostrare il nostro sostegno in un momento molto difficile". La leader di Copenaghen precisa che lei e Nielsen "devono essere molto vicini l'uno all'altro in questo periodo", descrivendo la visita come "un giorno di lavoro in cui prepariamo i nostri prossimi passi". Mentre il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, fa sapere che i negoziati con gli Stati Uniti sulla Groenlandia inizieranno "abbastanza rapidamente". "Non comunicheremo quando si terranno, perché ora è necessario togliere ogni drammaticità alla questione", precisa parlando dei colloqui, che si concentreranno su "sicurezza, sicurezza e sicurezza".

Secondo quanto riferiscono otto alti funzionari occidentali al New York Times, le discussioni per definire il futuro della terra dei ghiacci si sono concentrate negli ultimi giorni su proposte per aumentare la presenza della Nato nell'Artico, concedere agli Usa la sovranità su alcune aree della Groenlandia e impedire ad avversari potenzialmente ostili di sfruttare le risorse minerarie dell'isola. Non è chiaro se queste discussioni porteranno a un accordo sul territorio, visto che Copenaghen si oppone pubblicamente alla cessione della proprietà di qualsiasi parte dell'isola, ma i funzionari si sono detti fiduciosi di poter affrontare contemporaneamente le preoccupazioni espresse da Trump in merito alla sicurezza dell'Artico contro possibili minacce da parte di Russia e Cina, pur rispettando la "linea rossa" europea secondo cui la Groenlandia non è in vendita.

L'emittente pubblica danese Dr rivela intanto che le truppe inviate nell'isola da Copenaghen avevano ricevuto l'ordine di tenersi pronte al combattimento nel caso in cui gli Stati Uniti avessero attaccato. Prima del suo discorso a Davos, Trump non aveva escluso il ricorso alla forza, e secondo il media, un ordine militare danese della scorsa settimana prevedeva che i soldati in Groenlandia fossero equipaggiati con munizioni vere, oltre a delineare un'operazione in più fasi che includeva la possibilità di inviare ulteriori forze e risorse in un secondo momento, se necessario. Il dispiegamento faceva ufficialmente parte dell'esercitazione militare Arctic Endurance guidata da Copenaghen, che continuerà "per gran parte del prossimo anno".

I soldati danesi sono stati dislocati a Nuuk e Kangerlussuaq, spiegano le forze armate, sottolineando che la presenza militare servirà a mantenere e rafforzare le capacità operative nell'Artico oltre a svolgere esercitazioni con gli alleati di Parigi.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica