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Meloni al Congresso Uil: "Detassazione dei rinnovi misura da riconfermare"

La premier rivendica le politiche su lavoro e fisco. E promette impegno su caporalato e sicurezza

Meloni al Congresso Uil: "Detassazione dei rinnovi misura da riconfermare"
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Nel suo intervento al XIX congresso nazionale della Uil a Padova, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ieri ha ribadito la linea del governo sul lavoro, sulla produttività e sul rapporto con le parti sociali, insistendo su continuità delle misure e rafforzamento della contrattazione collettiva. La premier ha confermato innanzitutto la volontà di rendere strutturale la detassazione dei rinnovi contrattuali. "Tra i provvedimenti adottati dal governo fino ad ora, abbiamo anche deciso di sostenere i rinnovi dei contratti nel settore privato con la detassazione al 5%", ha detto ricordando che il provvedimento era richiesto dalle parti sociali "perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva: è un provvedimento efficace al quale vogliamo dare continuità e stabilità; ne ho già parlato con la ministra Calderone e con Giorgetti".

Meloni ha poi affrontato anche il nodo della crescita dimensionale delle imprese e della competitività, collegandolo alla necessità di nuovi strumenti fiscali capaci di accompagnare le trasformazioni del sistema produttivo. "Penso che sia utile ragionare insieme su un regime fiscale agevolato che favorisca le aggregazioni e la staffetta generazionale, perché io penso che essere piccoli debba essere una scelta consapevole, mentre chi intende crescere debba essere sostenuto e accompagnato nel farlo", ha evidenziato la premier. Un'impostazione che il governo considera coerente con la necessità di rafforzare il tessuto produttivo nazionale, anche in una fase segnata da transizioni tecnologiche come quella dell'IA.

La premier ha più volte richiamato il tema della produttività come chiave per la crescita dei salari e per la tenuta del sistema economico, sottolineando il ruolo dell'innovazione e del capitale umano. Nel passaggio politico più generale, Meloni ha rivendicato anche l'impostazione degli interventi sul mercato del lavoro e sugli incentivi alle imprese, spiegando come le risorse pubbliche debbano essere indirizzate in modo selettivo. "Noi sappiamo bene che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, anche a chi delocalizzava, a chi non rispettava le regole sulla sicurezza", ha rimarcato puntualizzando che " abbiamo anche qui con coraggio scelto di dire basta, perché i soldi che lo Stato distribuisce non sono soldi suoi, sono i soldi che raccoglie dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione e vanno spesi con equità, con responsabilità".

Meloni ha inoltre rivendicato le misure introdotte su controlli, sanzioni e sicurezza sul lavoro, citando il rafforzamento delle ispezioni e la reintroduzione di fattispecie penali contro l'uso distorto dei contratti. Un impianto che, nelle sue parole, punta a premiare le imprese virtuose e a contrastare fenomeni di concorrenza sleale, incluso il lavoro irregolare. Infine un accenno alla questione del gender gap.

"Il futuro dell'Italia dipende dalle donne e segnatamente dalle donne lavoratrici e questa continuerà ad essere una nostra priorità", ha sottolineato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dichiarandosi "fiera di aver raggiunto il tasso di occupazione femminile più alto di sempre, però non dobbiamo accontentarci".

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