«Attirare i giovani nella rivoluzione liberale che Forza Italia dovrebbe proporre, senza farsi dettare le riforme dalle corporazioni e senza alimentare le paure degli italiani come vorrebbe un certo populismo». Alla Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele, in una sala gremita di curiosi e militanti, il governatore calabrese Roberto Occhiuto presenta il suo libro «Il coraggio di governare» e lancia un messaggio al centrodestra e a Forza Italia, un partito a cui spetta il compito di «intercettare i voti riformisti» in fuga dal campo largo.
«Matteo Renzi invita i moderati in una coalizione in cui sono reietti, dove non vogliono nemmeno lui: io invece guardo a Carlo Calenda e Luigi Marattin», dice il governatore rispondendo alle domande del direttore di Libero Alessandro Sallusti. Chi pensa di tirarlo per la giacchetta ha sbagliato strada («Ho ancora quattro anni da governatore davanti»), non c’è uno scontro con il viceministro Antonio Tajani, anzi «a lui tutti quanti dobbiamo riconoscenza perché senza di lui Forza Italia non ci sarebbe. Nessuno avrebbe puntato un euro, invece oggi è un partito che ha bisogno di essere il partito che voleva Silvio Berlusconi, senza avere la tentazione di inseguire uno come Roberto Vannacci, che non ha nulla a che fare con la storia del centrodestra che ha governato con stabilità in questi anni, sarebbe un grave errore includerlo».
«Forza Italia è il mio partito - insiste il numero due azzurro - molti in alcuni tratti del mio libro hanno rintracciato delle critiche, ma sono solo stimoli. Dobbiamo recuperare quella carica innovativa che aveva quando Berlusconi la fondò». La lezione del Cavaliere «va saputa attualizzare, è forse il modo migliore per onorarlo, lo sappia bene Tajani».
Ma guai a pensare che lui sia il ventriloquo di Marina Berlusconi: «Ho grande rispetto per lei, assomiglia moltissimo al padre e rappresenta un riferimento culturale importantissimo per noi, ma io sono fra quelli che la incontrano di meno. Nel Paese bisogna avere il coraggio di fare le cose senza dettatura, quello che faccio lo faccio perché lo penso». Il suo auspicio? «Una legge sul fine vita come prima norma del Parlamento nella prossima legislatura». Quanto a Milano e alle prossime Amministrative, Occhiuto sponsorizza Matteo Perego come sindaco: «Nelle grandi città abbiamo sempre avuto problemi perché ha vinto spesso il riformismo del centrosinistra. Se guardate i loro sindaci... Se sceglie Perego, più che capace di attrarre il voto dei riformisti, qui il centrodestra ha buone possibilità di vincere».
