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Occidente, classici e Bibbia. Così rinasce il liceo italiano

Le Indicazioni nazionali del ministero per il 2027. Valditara: "Altro che cancel culture, la nostra è una building culture"

Occidente, classici e Bibbia. Così rinasce il liceo italiano
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L'hanno lucidato per anni, mettendo al lavoro un gruppo prestigioso di personalità. Ora lo specchio è pronto: fra un anno, nel 2027-28, partirà la riforma dei licei, firmata dal ministro Giuseppe Valditara. Il classico, lo scientifico e (presto) pure gli istituti tecnici, non più relegati alla serie B della formazione, cercano di afferrare l'anima dell'Occidente. Non è retorica, perché l'Occidente ha costruito una civiltà straordinaria, oggi sotto l'attacco di un nichilismo arrogante che si sposa con le bizzarrie della cancel culture. L'intuizione di Valditara è opposta: stop all'avvelenamento dei pozzi, occorre andare in profondità per ritrovare quel sapere in tutta la sua ricchezza. "Altro che cancel culture - dice Valditara al Giornale - la nostra semmai è un building culture. Recuperiamo il canone occidentale per dare a ciascuno la bussola che lo guiderà all'incrocio con altre esperienze". Prendiamo l'epica, insomma il racconto poderoso che ha forgiato le nostre coscienze e le nostre emozioni. Ecco Omero, in particolare, l'Odissea e l'Iliade. Poi, la Bibbia, decisiva per comprendere la nostra civiltà. Insomma, si scava alla ricerca delle radici e questo lavoro prosegue con la letteratura italiana: i Promessi sposi, collocati al secondo anno, di cui si sottolinea "l'importanza nella storia culturale, linguistica e civile del nostro Paese" e Dante, altra immersione obbligatoria. Valditara inserisce nel percorso curricolare anche la lettura, nel primo biennio, di almeno sei autori classici, italiani o stranieri. Questo per allargare la visuale del giovane e allenarlo alla consuetudine con i libri e i romanzi che le nuove generazioni hanno smarrito nella frenesia digitale. La rivoluzione delle superiori, con tanti aggiustamenti a comporre il mosaico, tocca tutte le discipline: gli studenti cercheranno il pensiero filosofico dietro gli articoli e i principi fondamentali della nostra Costituzione: "Dovrà essere in ogni caso affrontato e approfondito il tema delle radici filosofiche delle principali norme contenute nella prima e nella seconda parte della Costituzione". La storia sarà soprattutto dell'Occidente, senza l'ansia di dover inseguire l'evoluzione delle civiltà extraeuropee. Ci si concentrerà insomma su Greci e Romani, poi su Medio Evo e Rinascimento, per risalire verso di noi fino al Risorgimento e oltre. Questa consapevolezza sarà centrale anche nel percorso di storia dell'arte, importantissimo per cogliere un altro lato della nostra civiltà. Non si tratta naturalmente di sminuire il valore delle diverse esperienze maturate da popoli lontani da noi, ma semmai di rafforzare la nostra identità. Ancora di più nel momento in cui scricchiola e viene messa in discussione, come un tratto intercambiabile nel cammino degli uomini. Non è così, è giusto confrontarsi anzitutto con la nostra tradizione, perché solo così avremo una struttura che poi permetterà e faciliterà innesti e contaminazioni. Cambia anche la geografia e viene rivisto l'approccio a fisica e matematica. Niente stravolgimenti, ma la geografia non sarà più declinata in chiave ecologista. Il rispetto dell'ambiente fa parte del decalogo di ciascuno di noi, ci mancherebbe, ma ritorna la centralità di fiumi, laghi, città, territori. Le cartine, anzitutto, comprese quelle dettate dalla politica: gli stati e le regioni, con le loro suddivisioni. Se la geografia sarà meno ossessionata dal clima, matematica e fisica non cammineranno più sul filo del ragionamento astratto, ma proveranno a catturare l'interesse dei ragazzi sviluppando casi concreti.

Prima la realtà, per esempio la variazione del livello dell'acqua nel lago di Bracciano e il terremoto del Friuli, al centro delle prove di maturità dello scientifico pochi giorni fa. Fra sorprese e aggiornamenti, arriva al quinto anno, e non poteva mancare, l'intelligenza artificiale. Insomma, più passato per guardare al futuro.

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