Oms, appello di 238 scienziati. "Contagio aereo sottovalutato"

La lettera prova a mettere in guardia sul comportamento del virus: "Anche le particelle più piccole sono pericolose"

Una lettera aperta all'Organizzazione mondiale della Sanità, 239 scienziati uniti per dire attenzione a sottovalutare. «Il covid viaggia nell'aria più di quanto si pensava». Più di quanto credeva l'Oms. Attenzione alle particelle virali che rimangono nell'aria che sono infettive. È uno dei temi più dibattuti nel mondo scientifico dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus. Secondo quanto riporta il New York Times 239 scienziati di 32 Paesi hanno inviato una lettera aperta all'Oms, indicando le prove che dimostrerebbero come anche le particelle più piccole, quelle che rimangono per più tempo nell'aria, possono infettare le persone.

Gli esperti chiedono all'Organizzazione di rivedere quindi le sue raccomandazioni. I ricercatori hanno in programma di pubblicare la loro lettera su una rivista scientifica la prossima settimana.

Dal canto suo, l'Oms sostiene da tempo che il Coronavirus si diffonde principalmente attraverso grandi goccioline respiratorie che, una volta espulse da persone infette in tosse e starnuti, cadono rapidamente sul pavimento.

La dottoressa Benedetta Allegranzi, riporta il New York Times, responsabile tecnico dell'OMS sul controllo delle infezioni, ha affermato che le prove che il virus che si diffonde nell'aria non sono convincenti: «Soprattutto negli ultimi due mesi, abbiamo affermato diverse volte che consideriamo la trasmissione aerea possibile, ma certamente non supportata da prove solide o addirittura chiare», ha detto, sottolineando come ci sia «un forte dibattito su questo».

Eppure, all'interno dell'Oms i pareri non sono unanimi. Diversi consulenti e membri dell'agenzia hanno osservato come il Comitato per la prevenzione e il controllo delle infezioni sia vincolato da una visione rigida e eccessivamente medicalizzata delle prove scientifiche, oltre ad essere lento e avverso al rischio nell'aggiornamento della sua guida.

Nelle linee guida dettate il 6 aprile l'Oms sosteneva che le mascherine sono utili per non diffondere il virus se indossate da persone malate e sono indispensabili per gli operatori sanitari, ma invitava alla cautela rispetto all'uso generalizzato, sottolineando che non esistono sufficienti prove scientifiche del fatto che le mascherine aiutino una persona sana a evitare l'infezione. Anzi nella stessa informativa ammoniva sul falso senso di sicurezza che potrebbero infondere. «Sono molto scossa dalle questioni relative alla trasmissione aerea del virus», ha affermato al Times Mary-Louise McLaws, membro del comitato ed epidemiologa dell'Università del New South Wales a Sydney. «Se iniziassimo a riconsiderare il flusso d'aria, dovremmo essere pronti a cambiare molto di ciò che facciamo». Il dibattito era partito all'inizio di aprile, quando un gruppo di 36 esperti in materia di qualità dell'aria e aerosol esortava l'Oms a considerare le prove crescenti sulla trasmissione aerea del Coronavirus. L'agenzia aveva risposto chiamando Lidia Morawska, leader del gruppo e consulente dell'Oms di lunga data. Ma dalla discussione sarebbe emersa la solita raccomandazione (senza dubbio fondamentale) del lavaggio delle mani.

La dottoressa Morawska e altri avevano segnalato diversi episodi in cui indicano la trasmissione aerea del virus, in particolare negli spazi interni scarsamente ventilati e affollati. Secondo loro l'OMS stava facendo una distinzione artificiale tra piccoli aerosol e goccioline più grandi, anche se le persone infette sono in grado di produrle entrambi.

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Commenti

buonaparte

Mar, 07/07/2020 - 12:39

come spiegato 3 mesi fa-il virus possiede questi spuntoni che sono glicol protein con tanti gruppi OH tutto attorno che formano legami idrogeno con le molecole dell'acqua H2O -questi legami in fase vapore sono 3 volte piu forti di quelli allo stato liquido quindi quando respiriamo emettiamo co2 e vapor acqueo che ben si vede in inverno con l'alito.il fiato uscendo raccoglie i virus che abbiamo nelle prime vie respiratorie dove facciamo il tampone e lo mandiamo nell'aria per questo dicevo a febbraio che 1 metro era poco perchè bastava vedere fin dove arriva l'alito nostro in estate.ci si contagia parlando perchè parlando emettiamo piu alito-vapore-virus e facciamo inspirazione profonde portando l'eventuale virus respirato nel profondo dei polmoni-bronchi-mettersi la mascherina quando si parla e non come si vede in tv che la abbassano quando parlano-sbagliatissimo-VI DICEVO 2 MESI FA CHE L'ARIA CONDIZIONATA SAREBBE STATA DELETERIA E VEICOLO DI CONTAGIO-USATELA POCO E FINESTRE APERTE