Tre ragazzi di 17 anni. Tre volti che fino all'altro ieri ridevano nella stessa automobile e che non torneranno più a casa. Si chiamavano Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi. Tutti di Paderno Dugnano, prima cintura nord della provincia milanese, cresciuti tra i quartieri di Calderara e del centro, legati dalla stessa età, dagli stessi amici, dalla stessa notte che doveva finire in una risata dopo una festa di compleanno.
Camilla giocava a volley nella Jolly Palazzolo Milanese. Atleta determinata, ragazza di campo, di quelle che lasciano il segno anche fuori dalla rete. Il suo club ha scritto su Instagram parole semplici e definitive: "Camilla ha fatto parte della nostra società sportiva lasciando un ricordo che rimarrà vivo nei cuori di compagne, allenatori e dirigenti". Ciao Camilla, hanno concluso. E in quel saluto c'è tutto il peso di una vita interrotta troppo presto, di palloni che non colpirà più, di spogliatoi che da oggi saranno un po' più silenziosi.
Lorenzo e Riccardo erano più che compagni di sventura: amici veri, compagni di banco all'Istituto superiore Gadda di Paderno Dugnano e compagni di squadra nella Cob 91 Under 19, calcio dilettantistico. Stessi allenamenti sotto la pioggia o con il sole dell'hinterland, stesse partite, stesse trasferte sui pulmini, stessi spogliatoi pieni di battute e di sogni. Divisi dal campo ma uniti dalla stessa giovinezza rumorosa, fatta di sudore, di scherzi, di progetti ancora da scrivere, di serate come quella appena trascorsa.
Erano in nove dentro quell'Audi A2. Nove amici stretti, un gruppo compatto che aveva deciso di tornare insieme dopo la festa. Troppi per un'auto piccola, troppi per un'alba ancora incerta. Sei sono tornati indietro feriti ma vivi. Loro tre no.
A Paderno Dugnano la comunità si è stretta subito attorno alle famiglie. La sindaca Anna Varisco ha parlato di "tragedia che colpisce profondamente la nostra comunità", promettendo vicinanza concreta. Il dirigente scolastico del Gadda, Dario Montagna, ha scritto con commozione: "Profondamente addolorati ricordiamo commossi Lorenzo, Riccardo e gli altri ragazzi". Messaggi che arrivano da palestre, da campi da calcio, da aule scolastiche: ovunque passassero, Camilla, Lorenzo e Riccardo avevano lasciato un'impronta.
Camilla non correrà più sul campo di volley. Lorenzo e Riccardo non scenderanno più in campo con la Cob 91. Non ci saranno più le loro voci nell'atrio della scuola, né le loro battute nello spogliatoio, né le loro speranze per un'estate appena iniziata, fatta di mare, di amici, di quel futuro che sembrava così vicino.
Sono rimasti fermi alle cinque e dieci di domenica 21 giugno, in quell'acqua fredda del Villoresi che non doveva essere la loro ultima fermata.
Tre ragazzi normali, di quelli che vedi ogni giorno nei bar dell'hinterland, sui campi sportivi, sui treni di Trenord. Tre vite piene di futuro che si sono spente insieme, in un istante. E il vuoto che lasciano è grande esattamente come la giovinezza che si sono portati via: improvviso, silenzioso, impossibile da colmare.