Basta con l'odio, il bullismo, con la guerra tra persone e Paesi. Monito di Papa Leone, in occasione della visita a Pavia, città che ospita per la terza volta un Pontefice. Quattro ore nella Bassa Lombardia, nel segno di Sant'Agostino, e un'ora a Sant'Angelo Lodigiano, per commemorare Santa Francesca Cabrini, la patrona dei migranti.
Il Papa arriva poco prima delle 15, in una Pavia messa alla prova dal caldo torrido. La prima tappa è al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, istituto di eccellenza e all'avanguardia nella lotta ai tumori. "Una grandissima emozione ha detto il direttore generale del Cnao, Sandro Rossi -. Uno stimolo per continuare sulla strada intrapresa". "Dio non vuole che nessuno soffra", sottolinea il Pontefice abbracciando i piccoli pazienti oncologici. "Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli". "Fate capire a tutto il mondo aggiunge il Pontefice - come quando ci sono momenti difficili, se non c'è la presenza, l'amore della famiglia, tutto è più difficile".
Leone visita poi la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, che ospita le spoglie di Sant'Agostino. L'urna con le reliquie viene posta eccezionalmente sull'altare. Avviene solo tre volte l'anno: il 28 agosto, festa del santo, il 13 novembre - data di nascita - e il 24 aprile, giorno della conversione del santo d'Ippona. "Sant'Agostino non è nostro, è della Chiesa e la nostra missione è farlo conoscere nella Chiesa", sottolinea Leone arrivando in Basilica. "Ha tanto da offrire in questo tempo".
Il Papa chiede ai vescovi della diocesi, al clero, ai religiosi, alle suore, di non "lasciarsi scoraggiare dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede". L'invito è a "non scivolare in un atteggiamento negativo e pessimista, incapace di generare vita nuova". "Costruire in Cristo ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie prosegue il Papa magari buone, ma che non vanno all'essenziale". Infine, l'invito affinché la "Chiesa cammini insieme, e si rinnovi senza dividersi".
Il momento più intenso è quando Leone si ferma in silenzio per venerare le reliquie del santo d'Ippona. La preghiera, l'incenso. Poi il Papa esce dalla Basilica per salutare i disabili, prima di attraversare la città a bordo della papamobile. "Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace dobbiamo cominciare con noi stessi sottolinea parlando a braccio -. Vuol dire basta con parole di odio, basta con insulti, con il bullismo. Basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità fra i paesi. Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione". Un messaggio rivolto ai ragazzi e bambini degli oratori, ma che per alcuni viene legato ai "bulli" delle Nazioni.
L'ultimo appuntamento a Pavia è l'incontro con la cittadinanza in piazza Vittoria. L'indifferenza disgrega "la nostra comunità", per cui "occorre rinnovare l'attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina. Dinanzi a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade". Infine, l'appello a "promuovere le scienze" e a respingere le logiche di profitto o di dominio.
A Sant'Angelo Lodigiano, il Papa incontra la comunità locale nella Parrocchia dei Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, patrona dei migranti - affronta il tema del fenomeno migratorio, "entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa" rispetto al passato, ma che interpella sempre la Chiesa.