A Petra si stacca un masso e uccide un turista italiano

La vittima è un ingegnere piacentino di 35 anni In vacanza con la moglie, morto in ambulanza

A Petra si stacca un masso e uccide un turista italiano

Beirut A Petra, il paradiso archeologico della Giordania, un masso si è staccato da una parete rocciosa a causa delle forti piogge del giorno precedente. E da lì la tragedia. Alessandro Ghisoni, 35 anni, un ingegnere piacentino, in vacanza con la moglie Sonia e i cognati, è stato colpito in testa dall'alto, vicino alla fine di uno stretto passaggio. Il giovane si è accasciato. È stato soccorso immediatamente da due medici che facevano parte del gruppo di escursionisti. Ma non c'è stato niente da fare. All'inizio sembrava che potesse riprendersi. Ma il suo cuore ha smesso di battere sull'ambulanza che lo trasportava all'ospedale più vicino, il Queen Rania Hospital di Petra. La salma sarà rimpatriata solo dopo l'autopsia.

Le autorità hanno avviato un'indagine per scoprire come si è verificato l'incidente. Da una prima ricostruzione è emerso che si è trattato di un incidente, non erano presenti altre persone al momento della tragedia e nessuno ha spinto la roccia per farla cadere. Questa versione è stata confermata anche dall'autorità del turismo di Petra che ha precisato che entro il prossimo mese, in collaborazione con le Nazioni Unite, verranno rimosse altre rocce che possono diventare un pericolo per i visitatori.

Ghisoni con la moglie, nota fotografa piacentina, si era sposato nel luglio scorso. La giovane ha immediatamente avvertito i genitori del marito che si sono subito adoperati per partire per la Giordania. Ghisoni lavorava alla Bolzoni di Casoni di Podenzano. L'azienda in una nota così lo ricorda: «Alessandro era in Bolzoni da otto anni. Era un ingegnere brillante e appassionato e stimato da tutto il gruppo per il suo talento e la sua umanità: era davvero un ragazzo straordinario, una persona meravigliosa, un faro per l'azienda. Il gruppo è in stretto contatto con i genitori e la sua famiglia».

Già nel novembre 2018, un'ondata di piogge e maltempo ha colpito le rovine di Petra. Circa 3700 turisti sono stati salvati da guide e commercianti della zona. Allora i visitatori sono stati spinti fuori dal Siq, un canyon che costituisce l'ingresso principale all'antica città, una buia e stretta gola che si snoda per circa 1.600 metri e termina di fronte al monumento più noto, El Khasnehli, «Il Tesoro». Sono stati poi fatti arrampicare sulle stradine che dominano questa tomba. E miracolosamente tratti in salvo.

L'antica città ospita tombe che risalgono alla notte dei tempi, a più di duemila anni fa, della misteriosa civiltà dei Nabatei, popolo di guerrieri e commercianti che con le loro attività hanno messo in contatto la Penisola Araba con il Mediterraneo. Ogni anno sono oltre 55mila gli italiani che visitano la Giordania dove Petra è l'attrazione più importante. Più di un milione di persone hanno visitato il sito nel 2019. Un record senza precedenti per la città. Novembre il mese con più visite in assoluto: oltre 152mila turisti.

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