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Il piano di Berlusconi: "La difesa dell'ambiente non è solo di sinistra"

Messaggio al convegno della Fondazione Dc "I peggiori danni fatti dai regimi comunisti"

Il piano di Berlusconi:  "La difesa dell'ambiente non è solo di sinistra"

«Non sono venute meno le ragioni dell'impegno unitario dei cattolici. La storia della Democrazia Cristiana è stata interrotta, come quella degli altri partiti democratici, da un'operazione politico-giudiziaria dai contorni oscuri, quella di Mani Pulite, che portò la sinistra post-comunista a un passo dal potere incontrastato. Fu proprio per evitare questo, per riprendere i valori e i principi che erano stati propri della Democrazia Cristiana e degli altri partiti democratici, che nel 1994 lasciai il lavoro di imprenditore che amavo per scendere in campo dando vita a Forza Italia».

Silvio Berlusconi invia un messaggio scritto al convegno nazionale della Fondazione Dc organizzato da Gianfranco Rotondi e apre una finestra sulla sua decisione di scendere in politica, sul suo rapporto con la Democrazia Cristiana e sulla sua passione e attenzione verso l'ambiente. «Io ho profonda ammirazione per la vostra coerenza e per la dignità e la costanza con la quale il mio amico Gianfranco Rotondi rivendica la continuità ideale e politica con un passato glorioso e illustre che del resto considero anche mio».

Il Cavaliere si sofferma in particolare su quella sorta di diritto esclusivo alla tutela dell'ambiente che la sinistra è riuscito ad autoassegnarsi nel corso degli anni, complice una disattenzione comunicativa del centrodestra. «Per troppo tempo in Italia la sinistra ha tentato di esercitare un'egemonia sui temi ambientali, come se la difesa dell'ambiente, la qualità della vita, dell'aria, dell'acqua, dei paesaggi, fosse una battaglia ideologica di loro pertinenza. Al contrario, l'esperienza storica dimostra che i peggiori danni ambientali avvengono proprio nei sistemi totalitari di impronta comunista, penso all'Unione Sovietica in passato e alla Cina oggi. Al contrario, le democrazie liberali dell'Occidente hanno saputo coniugare ambiente e sviluppo nel modo migliore possibile, garantendo standard di vita elevati senza devastare l'ambiente circostante. Anche in questo campo il libero mercato, la democrazia occidentale, la società aperta hanno dimostrato la loro superiorità. Hanno dimostrato e dimostrano ogni giorno che sviluppo e ambiente non sono due termini in contraddizione ma al contrario vanno di pari passo. Abbiamo bisogno di più sviluppo, di più scienza, di più tecnologia per migliorare la qualità dell'ambiente intorno a noi».

Berlusconi dichiara il suo pieno apprezzamento per «l'intervento costante del Magistero della Chiesa sui temi ambientali». «È una sensibilità e un'attenzione che caratterizza in modo costante e sistematico il Pontificato di Papa Francesco». In passato Berlusconi si è reso spesso portavoce di istanze animaliste, prima facendosi fotografare e riprendere in più occasioni col suo cagnolino Dudù, poi mostrandosi intento ad allattare l'agnellino «Fiocco di Neve», in occasione della Pasqua del 2017. Nel maggio dello scorso anno, alla vigilia delle elezioni europee, registrò un intervento e un appello a favore della tutela dell'ambiente, nel nome dell'imperativo del rispetto verso le future generazioni. Una adesione ai valori ambientali confermata dalla sua storia non solo politica ma anche imprenditoriale».

«Un corretto uso delle risorse naturali per il benessere dell'uomo implica il rispetto costante per l'ambiente nel quale viviamo» conclude Berlusconi. «Del resto chi mi conosce anche personalmente sa con quanto rispetto e quanta passione io curi le piante, gli animali, il paesaggio, le cose della natura, la qualità delle costruzioni. Ho sempre pensato che siano aspetti essenziali della qualità della vita, fin da quando costruivo città-giardino considerate tuttora un modello in tutto il mondo proprio per il grande spazio dato alla natura, al verde, alla mobilità sostenibile».

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