Piazza Affari si salva in calcio d'angolo (+0,3%) ma le Borse ora vogliono che la Bce si svegli

Dopo il taglio dei tassi in Gran Bretagna, solo l'Europa non ha preso decisioni

I tempi di reazione dell'Europa, politica ed economica, sono ancora gli stessi dell'era pre-virus. Difficoltà a coordinarsi, divergenze e tempi di reazione da bradipo mal si conciliano con un mondo diretto sul binario morto della recessione. Christine Lagarde ha aspettato di essere ormai a ridosso della riunione della Bce, in agenda oggi a Francoforte, per aprire bocca. Nella notte di martedì si è collegata in conference call con i leader dell'Ue, in una specie di riunione fra carbonari durante la quale, riferisce la Reuters, la presidente dell'Eurotower avrebbe esortato tutti ad agire urgentemente per fronteggiare l'emergenza, così da evitare «uno scenario come quello della grande crisi finanziaria del 2008». È dai tempi di Mario Draghi che l'istituto centrale preme sui governi, senza successo, affinché diano un maggior sostegno alla crescita economica. E così è stato anche stavolta. Del resto, in cima all'ordine del giorno del vertice Eurogruppo del 16 marzo figura ancora la riforma del Mes (il Fondo salva-Stati), fonte di mille polemiche. Il coronavirus è solo al terzo posto, dietro al salvataggio (mascherato) della Deutsche Bank.

Ora pare arrivato il risveglio, seppur tardivo. Angela Merkel apre alla possibilità di rottamare in Germania la regola intoccabile del no-deficit, mentre la capa della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, promette che nel fine settimana sarà pronto un piano anti-crisi da mettere sul tavolo lunedì prossimo, per la firma, dei ministri delle Finanze a Bruxelles. Per il momento ci si deva accontentare di 25 miliardi di euro («Corona response Fund») destinati a dare ossigeno alle imprese. Nel frattempo, l'economia reale è ormai in ginocchio e le Borse si sgretolano. Ieri Piazza Affari se l'è cavata per il rotto della cuffia (+0,33%), l'Europa ha contenuto i danni (-1,12% lo Stoxx600), ma Wall Street ha conosciuto un'altra Pearl Harbour finanziaria (-6,4% a un'ora dalla chiusura) non appena l'Oms della sanità ha decretato che l'epidemia si è trasformata in una pandemia.

È facile quindi immaginare cosa potrebbe accadere oggi sui mercati del Vecchio Continente se la Bce, al posto del bazooka, estrarrà dal cilindro una pistola ad acqua, pur essendo stata l'ultima banca centrale a muoversi. In sincrono con il governo, che ha stanziato 30 miliardi di sterline per soccorrere l'economia, ieri la Bank of England ha usato la scure per tagliare i tassi dallo 0,75% allo 0,25 e confermato l'acquisto di titoli di Stato per 435 miliardi e quello per i titoli corporate a 10 miliardi. La Lagarde ha parlato genericamente di «diverse misure» in arrivo. Le ipotesi più accreditate parlano di prestiti bancari mirati e a condizioni molto favorevoli per le piccole e medie imprese, rendendo meno stringenti agli istituti i requisiti di accesso alle aste Tltro. In aggiunta, un allargamento del piano di acquisti da 20 a 50 miliardi in modo da inserire in portafoglio più bond societari.

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