“Non c’è bisogno di programmi e primarie per la sinistra italiana. I fatti parlano da soli. Ormai arruolano tutti”. Maurizio Gasparri attacca frontalmente il campo largo e punta il dito contro Elly Schlein e Giuseppe Conte, accusati di allargare la coalizione a esponenti della sinistra radicale. Il presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato passa in rassegna nomi e polemiche, mettendo nel mirino gli alleati delle opposizioni.
“Si allunga la lista dei candidati e degli alleati di Schlein e Conte. Resta con loro, tramite Avs di Bonelli e Fratoianni, il torinese Grimaldi, sempre pronto a difendere Askatasuna e altri centri sociali. Lui anche ieri era in piazza in contesti più che discutibili”, afferma Gasparri, riferendosi alla presenza del deputato rossoverde alla manifestazione di Torino.
L’affondo prosegue con Aboubakar Soumahoro e Youssef Siher: “Torna Soumahoro, pronto ad manovre parlamentari ardite, passando dal ‘diritto all’eleganza’ della moglie, ai connubi con Tabacci pro sinistra. E c’è chi propone la candidatura di Youssef Siher, indagato benché scarcerato per la devastazione di Milano”.
Nel mirino finisce anche il segretario di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, quello del “vietato inneggiare a Hamas?”: “Poi abbiamo Acerbo. Rifondazione comunista, che ricorda il 7 ottobre 2023 ma dal punto di vista di Hamas. Più che un circo un incubo. Andrebbero oltre la patrimoniale e la droga legale con questa formazione”.
La conclusione è un attacco alla tenuta politica e all’identità della coalizione. “Non c’è spazio per riformisti o moderati nel ‘centro sociale’ del campo largo”, la sottolineatura dell’esponente azzurro: “Ambiguo sulle manifestazioni di piazza che degenerano in violenza, aggressioni alle forze dell’ordine, saccheggi di negozi e roghi nelle città. Una prospettiva inquietante questa aggregazione di estremisti no limits, che mai potrebbe governare una grande democrazia. Gli italiani vogliono legge e ordine, non saccheggi e poliziotti presi a martellate”.
