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Pnrr, pagata un'altra rata. Ok alla riforma dei tributi

L'intervento assume un valore particolare se si considera la stratificazione normativa accumulata negli ultimi decenni

Pnrr, pagata un'altra rata. Ok alla riforma dei tributi
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Con il nono via libera europeo ai fondi del Pnrr e l'approvazione definitiva del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, il governo Meloni incassa in poche ore due risultati che rafforzano il percorso di modernizzazione del Paese. Da Bruxelles sono arrivati altri 12,8 miliardi di euro, che portano l'Italia all'85% delle risorse complessivamente assegnate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo a uno dei pilastri della riforma fiscale, completando quasi del tutto il riordino della normativa tributaria.

A sottolinearne la portata è il viceministro dell'Economia Maurizio Leo, secondo cui l'approvazione in via definitiva del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (Tuir), settimo degli otto provvedimenti di riordino del sistema tributario italiano previsti dalla riforma fiscale, avvicina il traguardo finale della delega. "Siamo a un passo dal completare una riforma fondamentale per la nostra nazione", ha osservato il viceministro.

L'intervento assume un valore particolare se si considera la stratificazione normativa accumulata negli ultimi decenni. Come ricorda Leo, "il Testo Unico, nato nel 1986, ha subito nel corso degli anni più di 1.200 modifiche legislative, sparse in 127 atti legislativi diversi. Oggi, finalmente, ci troviamo davanti a un unico provvedimento". L'obiettivo è offrire a contribuenti, imprese e professionisti un quadro regolatorio più semplice e comprensibile. "I testi unici garantiranno a cittadini, imprese e professionisti un quadro di norme organico, chiaro e moderno", aggiunge.

Accanto al riordino normativo, il decreto correttivo della delega fiscale introduce una serie di misure operative.

Sul fronte delle auto aziendali vengono risolte le criticità emerse dopo la manovra 2025, con regole più chiare sui fringe benefit, una revisione della tassazione degli optional e incentivi al rinnovo delle flotte aziendali attraverso un aggravio fiscale per i veicoli diesel e benzina più datati.

Arrivano inoltre correttivi richiesti dal mondo produttivo per evitare penalizzazioni nelle assegnazioni delle vetture ai dipendenti.

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