"Potere e lavoro": le mani dem sulla Sanità

Nuova udienza del processo sui concorsi per le Asl truccati dalla politica: coinvolto l'ex segretario provinciale dem Sergio Moscardelli

"Potere e lavoro": le mani dem sulla Sanità

Le mani del Pd sulla sanità a Latina: due concorsi, uno da 70 posti e l’altro da 23 posti, contraddistinti da vistose anomalie. Senza dimenticare le grandi pressioni per nominare “persone di fiducia” nelle aziende sanitarie. Nuova e importante udienza del processo sulla "Concorsopoli Asl", con le testimonianze dell’attuale direttore generale dell’Azienda sanitaria, Silvia Cavalli, e del suo predecessore Giorgio Casati.

Un pezzo del Pd laziale avrebbe messo le mani sulla sanità pontina: politici senza scrupoli, al punto da tentare condizionamenti negli uffici dell’assessorato regionale alla sanità. Come evidenziato da Repubblica riflettori accesi anche sull’assessore Alessio D’Amato, tra i primi a chiedere la sospensione dei concorsi sospetti ma anche “padrone di casa” dell’incontro in cui alcuni volti dem avrebbero spinto per una nomina a direttore amministrativo a favore del “regista” delle manovre oscure attorno al concorso, ovvero l’indagato Rainone.

A processo a vario titolo per corruzione, falso e rivelazione di segreto d’ufficio l’ex segretario provinciale Pd, Claudio Moscardelli, e due dirigenti Asl, Mario Graziano Esposito e appunto Claudio Rainone: i tre sono accusati di aver fatto soffiate ad alcuni candidati, così da garantire l’assunzione dei “raccomandati”. A spiegare meglio il modus operandi dem ci ha pensato Silvia Cavalli:“Quando sono arrivata – riporta Il Messaggero – ho verificato che in quel concorso c’erano molte anomalie già segnalate in via informale e comunque dalla grande risonanza mediatica per le parentele tra alcuni concorrenti e alcuni componenti della Commissione”, senza dimenticare l’eliminazione della prova di informatica sia scritta che orale e i sequestri operati nelle stesse settimane dalla Guardia di Finanza.

La Cavalli, inoltre, ha ricordato l’assunzione in qualità di autista al servizio della Asl di Stefano Festa, figlio di una esponente del clan Di Silvio di Latina e con diverse condanne penali alle spalle. “C’era un clima molto pesante”, ha rimarcato la dg, parlando anche delle pressioni di Moscardelli a favore di Rainone. Si tornerà in aula il prossimo 8 aprile e sarà ascoltato l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato, volto di spicco nel Pd laziale.

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