"Lo farebbe a fette. Ma mio fratello non fa niente per il bene del nipote". La rabbia, cruda, senza filtri, della famiglia Torzullo esplode ieri mattina alla notizia del ritrovamento di Federica. Morta, uccisa dal marito che adesso si trova in caserma. Il papà della vittima, Stefano Torzullo, non parla da giorni, lo fa uno zio di Federica che racconta i giorni passati nell'angoscia più nera. Assieme alla madre, Roberta, l'uomo ha sperato fino all'ultimo che la figlia fosse ancora viva, magari dalla nuova fiamma ad Ascoli Piceno, fuggita da un marito geloso e del quale aveva paura. Adesso, dopo il riconoscimento che avverrà all'Istituto di Medicina Legale dell'Umberto I, per i Torzullo c'è solo dolore. In attesa degli esami di laboratorio per estrarre il dna dal sangue repertato e dell'autopsia, che la Procura disporrà già da oggi, si attende la convalida del fermo di pg.
Claudio Agostino Carlomagno è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo familiare e dalla premeditazione nonché dell'occultamento di cadavere. "Da quello che so, il suo intento era quello di presentarsi in caserma (per la confessione, ndr) ma è stato fermato prima", spiega il difensore di Carlomagno, l'avvocato Andrea Miroli.
La notizia del ritrovamento del corpo ha sconvolto la cittadina sul lago di Bracciano. Un via vai interrotto di gente davanti alla caserma dei carabinieri di via Caduti di Nassiriya, davanti al cordone di militari su via Comunale San Francesco, davanti alla villetta dell'orrore, tra il paese nuovo e l'Anguillarese. Restano i dubbi sulla ricostruzione del presunto killer. Secondo una prima perizia del medico legale per trasportare il corpo, un metro e ottanta di altezza, l'assassino è stato costretto a "ridurre" il cadavere spezzando le ossa. Evidenti fratture agli arti sono state riscontrate sul corpo, oltre a lesioni varie fra cui quella che ha provocato la morte.
Possibile che l'assassino abbia fatto tutto da solo? E il movente scatenante l'assassinio? Solo la gelosia e l'ira per la separazione imminente? Soprattutto, come pensava di farla franca sotterrando la moglie a un passo dall'azienda di famiglia? Undici ore di interrogatorio davanti al pm e al comandante del nucleo operativo per ricostruire l'ennesimo femminicidio, spezzate per un'ora dall'intervento del 118. Carlomagno avrebbe accusato un malore di fronte all'evidenza dei fatti. Il suo racconto, del resto, non aveva convinto affatto carabinieri e magistrato. Troppe le incongruenze sugli orari, sull'inspiegabile sparizione in casa della donna, filmata mentre rientra il giovedì sera e mai più riapparsa all'esterno dell'abitazione, su quella strana chat con i suoi genitori e, soprattutto, il racconto illogico dell'uomo.
"Divergenze insanabili" per la Procura di Civitavecchia, costretta a nove giorni dalla scomparsa a spiegare con un comunicato i tanti punti che non tornano.
Per il fermo mancava solo la prova regina, la certezza scientifica che il sangue trovato ovunque appartenesse alla Torzullo. Oppure il suo cadavere, rinvenuto praticamente nella ditta del marito, nascosto in un canneto. Ieri la confessione.