I nuovi colloqui tra Usa e Iran a Doha si terranno solo in formato indiretto. Ieri gli inviati di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno visto il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, e altri mediatori per discutere dell'accordo preliminare per porre fine alla guerra, secondo un funzionario americano, mentre oggi si terranno colloqui tecnici separati con mediatori di Qatar e Pakistan. Il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed Al Ansari, ha confermato la loro presenza, precisando però che "non sono qui per negoziati con gli iraniani", ma per "incontrare mediatori e funzionari qatarioti. I colloqui riguarderanno tutte le questioni regionali inclusi, naturalmente, i rapporti con Teheran, ma anche la situazione in Libano". "Abbiamo un filone di discussione sul nucleare, ne abbiamo uno sulle questioni economiche e sull'efficienza statale, e uno sulla sicurezza, inclusa quella regionale", ha aggiunto, precisando che lo sblocco di 6 miliardi di dollari sui 12 miliardi di fondi iraniani congelati e detenuti in Qatar dipende dai progressi nei colloqui. Progressi che non si sono ancora verificati, anche se il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che le procedure per lo sblocco dei fondi sono "in corso".
Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato solo che una delegazione di esperti si recherà a Doha "più avanti nella settimana" per discutere dell'accordo, ma "non siamo ancora entrati nella fase di negoziazione di un accordo definitivo e nei prossimi giorni non avremo incontri negoziali con la parte statunitense a nessun livello". Un punto cruciale, ancora da definire nei dettagli, riguarda la morsa esercitata dall'Iran sullo strategico Stretto di Hormuz: l'intesa prevede infatti la riapertura del passaggio, mentre l'Iran ha tenuto colloqui recentemente con l'Oman in merito alla "gestione futura" delle navi in transito. Secondo il New York Times, i due Paesi stanno andando avanti con il loro piano di riscuotere pagamenti dalle navi, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. E l'Oman di recente avrebbe presentato agli Usa e ad altri alleati una proposta formale per far pagare tariffe di servizio per l'utilizzo dello Stretto.
Intanto il segretario di Stato Marco Rubio e Witkoff (prima di partire per Doha) hanno avuto un incontro in Congresso durante il quale hanno assicurato che l'obiettivo dell'amministrazione è di negoziare un accordo definitivo che proibisca a Teheran di avere l'uranio altamente arricchito. I due sono stati incalzati in modo bipartisan e i toni sono stati accesi: alcuni deputati dem hanno sollevato timori sui conflitti di interesse di Witkoff, che ha varie attività in Medioriente, costringendo Rubio a difenderlo a spada tratta.
La conference call si è chiusa improvvisamente dopo l'acceso botta e risposta fra la dem Debbie Wasserman e Rubio sulle sanzioni petrolifere. E il leader dei de in Senato Chuck Schumer ha riferito che con l'allentamento delle sanzioni l'Iran riceverà miliardi di dollari in ricavi petroliferi mantenendo la sua leva sullo Stretto di Hormuz.