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Pressing della Ue. I dubbi del governo sul prestito Safe

Difesa, Crosetto favorevole ai 14,9 miliardi. Giorgetti: "Vediamo i costi"

Pressing della Ue. I dubbi del governo sul prestito Safe
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A breve "servirà chiarezza". La Commissione europea, o meglio una fonte anonima, va in pressing sull'Italia per capire se il governo vuole accedere all'integralità dei 14,9 miliardi di euro "prenotati" nell'agosto scorso dal fondo Safe, o a una parte. Bruxelles ha attivato il countdown: "Un mese di tempo" all'esecutivo per decidere cosa vuol fare del programma di prestiti a tasso agevolato per investire in difesa da restituire in circa 45 anni; altrimenti i fondi verranno "riallocati" fra i partecipanti, hanno fatto sapere dal governo continentale.

Alert recapitato ieri anche agli altri Paesi che non hanno rispettato il termine non perentorio del 31 maggio per i contratti. Dunque non solo all'Italia, dove prosegue l'interlocuzione ieri da un evento promosso a Roma dal quotidiano La Verità tra il ministro dell'Economia Giorgetti e della Difesa Crosetto. Il primo invita a dosare le risorse in vista della manovra di Bilancio; granitica, la spinta del secondo a spendere quanto preventivato in vista del vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio, mentre il vicepremier azzurro Tajani già un mese fa chiariva: "Chiederemo meno per realizzare i progetti per cui sono già stati firmati contratti".

Solo 9 Paesi hanno già firmato per avere i soldi dal Safe. E a un mese dalla flessibilità concessa all'Italia sull'energia, Giorgetti prende tempo: "Devo valutare se questi 15 miliardi del Safe costano di più o meno dei Btp, se costa meno prendo Safe, se costa di più prendo il Btp. Il discorso è finanziario. Altra cosa è l'impegno sulla Difesa, reso possibile anche dalla clausola di flessibilità del Patto di stabilità, che tra qualche settimana, al massimo a settembre dovremo definire". Crosetto invia segnali di distensione: "Giancarlo sa quali sarebbero le cose che io vorrei". Smentite le tensioni col titolare dell'Economia ("Mai litigato con lui"), il titolare della Difesa conferma le aspettative: "Quest'anno l'aumento dello 0,15 non c'è stato e il motivo mi è chiaro, non siamo usciti dalla procedura di infrazione, mi aspetto però che nella Finanziaria del prossimo anno l'impegno che ci siamo presi sarà portato avanti". La voce senza nome da Bruxelles riaccende le opposizioni. "Non capisco perché il governo non prenda i fondi Safe facendosi rimproverare", scrive sui social il dem Filippo Sensi: "Cos'è? Il veto della Lega? Paura di Vannacci? Il diktat di Borghi?". "Quando il governo intende comunicare la decisione?", chiede il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato. Il senatore leghista Claudio Borghi accusa Bruxelles: "L'Ue mente e fa sembrare questi 15 miliardi un regalo, lasciamoli, non sono a fondo perduto e dovremmo sottostare al monitoraggio Ue per 40 anni".

Per l'Italia, anche a fronte di uno stallo a Hormuz col rischio di crisi energetica, si fa largo l'ipotesi di avere da quel fondo 5 miliardi e far partire solo i cantieri già ai nastri. Satelliti militari come il Sicral2 italo-francese, carri armati, eurofighter. Da un'adesione alla spicciolata di 19 Paesi allo strumento nato per dare slancio alla difesa comune.

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